Per iniziare nel migliore dei
modi la giornata, ricevo la benedizione di un grosso corvo nero sul
ginocchio destro. Olle'!
Continuando le visite alle
scuole dove bambini supportati dal progetto di Adozione a distanza di
AIB frequentano le lezioni, ci rechiamo presso la struttura di
Kasturba. Qui vivono e studiano 190 bambine, di cui una ventina con
l'aiuto della Fondazione.
Ammetto che sono rimasta un po'
sgomenta per le condizioni dell'edificio. Le stanze a disposizione
fungono da aule durante il giorno e da camere di notte. Il preside ci
ha spiegato che i fondi statali sono sempre piu' scarsi e in ritardo
e pertanto la costruzione del secondo piano continua a subire forti
rallentamenti.
Le bimbe, comunque, stanno bene
e vengono seguite con cura. Speriamo che al piu' presto possano
beneficiare di maggiore spazio!
La seconda struttura visitata
e' una piccola scuola nel villaggio di Remaidicherla, che conta 50
bambini supportati dal “National child labour programme”. Di
fatto, lo Stato garantisce loro il pranzo, ma per quanto riguarda
uniformi, cartelle e altro materiale scolastico c'e' dietro l'aiuto
di ASSIST e AIB.
Nel pomeriggio siamo andati
invece nel piccolo villaggio di Laxmipuram Thanda (conta circa 30
famiglie). Non e' molto distante dal Centro, ma i sentieri da seguire
sono ben lungi dall'essere delle strade asfaltate...
Con noi e' venuta S.. Lei non
e' tra gli sponsorizzati da AIB, ma sua sorella S.B. si', cosi' come
altri 9 bimbi le cui famiglie vivono in questo villaggio.
Al nostro arrivo, un gruppetto
di curiosi si e'radunato per accoglierci. Anche la nonna di S. e'
accorsa a salutarci e, appena le e' stato spiegato dal coordinatore
chi sono e cosa faccio qui, con un sorriso mi ha ringraziato di
cuore, perche' grazie all'aiuto della Fondazione entrambe le nipoti
possono andare a scuola.
Anche la zia di S., che era li'
con i figli, e' apparsa felice che i bambini della sua famiglia
abbiano l'opportunita' di ricevere un'istruzione.
Mi sarebbe piaciuto sapere cosa
ne pensano i genitori di S. e S.B., ma si sono trasferiti in un altro
Stato per trovare un lavoro. Se fossero rimasti al villaggio
probabilmente S. non avrebbe la possibilita' di studiare. Direi che
il loro punto di vista e' abbastanza chiaro.
S. mi ha invitata a vedere la
sua casa. Per quanto fosse un'abitazione modesta non c'e' stato ne'
imbarazzo ne' retrosia a farmi entrare, anzi. Nel suo invitarmi ho
trovato tanto orgoglio e dignita'. Grazie, S., per avermi accolta in
casa tua!
Stasera ho avuto il privilegio
di incontrare piu' da vicino I 47 bambini del Centro sostenuti da
AIB.
Di loro, quasi la meta'
lavorava con I genitori prima di essere iscritti a scuola. Quasi
altrettanti hanno almeno un genitore, quasi sempre la mamma,
analfabeta.
Le storie di questi 3 bambini
ex lavoratori mi sembrano sintetizzare meglio la situazione generale.
“Mi
chiamo N.R. e frequento l'ottava classe. Ho 14 anni e ho iniziato ad
andare regolarmente a scuola che ne avevo 7. Prima lavoravo come
muratore nei cantieri edili. All'inizio, ho faticato parecchio ad
abituarmi all'idea di frequentare le lezioni, perche' mi mancava la
possibilita' di guadagnare un po' di soldi. Cosi', dopo quattro anni
che ero al Centro, sono scappato per tornare a lavorare. La mia
famiglia non mi ha ostacolato in questo, probabilmente perche' il
matrimonio delle mie due sorelle (entrambe con alle spalle la sola
istruzione della scuola primaria) aveva acutizzato la necessita' di
soldi a casa. Quando Mr S. (il coordinatore) e' venuto a sapere che
avevo lasciato la scuola e il centro, e' subito andato a parlare coi
miei genitori e con mio fratello piu' grande, che ora frequenta
l'universita', per spiegare loro l'importanza di farmi lasciare il
tornare subito a scuola. E cosi' e' stato: i miei si sono convinti
che per me fosse la soluzione migliore ed eccomi qui. Da
quell'incontro sono passati 3 anni, durante i quali ho avuto modo di
rendermi conto della fortuna che ho avuto ad avere una famiglia che
mi ha rimandato a studiare, nonostante le mie proteste. Adesso so
bene che opportunita' mi e' stata regalata facendomi frequentare la
scuola e ho tutta l'intenzione di proseguire gli studi e diventare
insegnante. Ai bambini che, come me anni fa, lasciano la scuola
vorrei poter raccontare la mia esperienza, sperando che serva da
esempio.”
“Anch'io
ho 14 anni e frequento l'ottava classe. Il mio nome e' J.B.. I miei
genitori mi hanno mandata a scuola che avevo 8 anni. Prima passavo le
giornate a lavorare nelle miniere di ardesia. Siccome non ero mai
stata a scuola prima e non avevo ricevuto alcun tipo di istruzione,
ho dovuto iniziare da zero con bambini piu' piccoli di me. Non e'
stato facile, perche' spesso percepivo la differenza di eta' e mi
sentivo fuori luogo, indietro. Con tanto impegno e buona volonta'
sono riuscita a colmare le mie lacune e recuperare i ragazzi della
mia eta'. Che fatica, ma ne e' valsa sicuramente la pena! Sono
felicissima di essere qui e di poter studiare e istruirmi come mio
fratello. Ai miei amici che non vanno a scuola e lavorano dico –
Ehi! Fermati un attimo a riflettere. Per lavorare hai davanti
tantissimo tempo, ma per studiare no. Pensaci! Se vuoi, puoi venire
con me. Conosco un posto dove puoi ricevere tutte le attenzioni
necessarie per vivere e studiare con tanti altri bambini e avere cosi
la possibilita' di un futuro migliore.”
“Io
sono R.D., ho 14 anni e frequento la nona classe. La mia famiglia
vive in un villaggio a qualche decina di km da qui. Quando avevo 7
anni, i miei genitori hanno deciso di mandarmi a scuola. Prima poteva
andarci solo mio fratello, mentre io andavo con loro a lavorare nei
campi. I primi mesi nel Centro pensavo di non farcela a vivere
lontana dalla mia famiglia. Poi ho instaurato tante belle amicizie
con gli altri bambini e ho iniziato a sentire meno la mancanza di
casa. Col passare del tempo ho anche capito sempre piu' a fondo
quanto fosse importante per me poter studiare e quante opportunita'
questo possa offrire. Quando torno a casa e incontro I miei amici di
sempre che sono ancora li' a lavorare, cerco di convincerli che, se
vogliono sperare in un futuro migliore, devono insistere coi loro
genitori perche' li mandino a scuola. Qualcuno l'ha fatto e ora
studia. Altri spero riescano a fare presto questo passo.”
| Tutti a scuola |
| Giocando coi bimbi di Remaidicherla |
| Tata! |
| M., i bambini di Laxmipuram Thanda e sottoscritta |
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