16 dic 2011

16 dicembre 2011


Per iniziare nel migliore dei modi la giornata, ricevo la benedizione di un grosso corvo nero sul ginocchio destro. Olle'!
Continuando le visite alle scuole dove bambini supportati dal progetto di Adozione a distanza di AIB frequentano le lezioni, ci rechiamo presso la struttura di Kasturba. Qui vivono e studiano 190 bambine, di cui una ventina con l'aiuto della Fondazione.
Ammetto che sono rimasta un po' sgomenta per le condizioni dell'edificio. Le stanze a disposizione fungono da aule durante il giorno e da camere di notte. Il preside ci ha spiegato che i fondi statali sono sempre piu' scarsi e in ritardo e pertanto la costruzione del secondo piano continua a subire forti rallentamenti. 
Le bimbe, comunque, stanno bene e vengono seguite con cura. Speriamo che al piu' presto possano beneficiare di maggiore spazio!
La seconda struttura visitata e' una piccola scuola nel villaggio di Remaidicherla, che conta 50 bambini supportati dal “National child labour programme”. Di fatto, lo Stato garantisce loro il pranzo, ma per quanto riguarda uniformi, cartelle e altro materiale scolastico c'e' dietro l'aiuto di ASSIST e AIB.
Nel pomeriggio siamo andati invece nel piccolo villaggio di Laxmipuram Thanda (conta circa 30 famiglie). Non e' molto distante dal Centro, ma i sentieri da seguire sono ben lungi dall'essere delle strade asfaltate...
Con noi e' venuta S.. Lei non e' tra gli sponsorizzati da AIB, ma sua sorella S.B. si', cosi' come altri 9 bimbi le cui famiglie vivono in questo villaggio.
Al nostro arrivo, un gruppetto di curiosi si e'radunato per accoglierci. Anche la nonna di S. e' accorsa a salutarci e, appena le e' stato spiegato dal coordinatore chi sono e cosa faccio qui, con un sorriso mi ha ringraziato di cuore, perche' grazie all'aiuto della Fondazione entrambe le nipoti possono andare a scuola. 
Anche la zia di S., che era li' con i figli, e' apparsa felice che i bambini della sua famiglia abbiano l'opportunita' di ricevere un'istruzione.
Mi sarebbe piaciuto sapere cosa ne pensano i genitori di S. e S.B., ma si sono trasferiti in un altro Stato per trovare un lavoro. Se fossero rimasti al villaggio probabilmente S. non avrebbe la possibilita' di studiare. Direi che il loro punto di vista e' abbastanza chiaro.
S. mi ha invitata a vedere la sua casa. Per quanto fosse un'abitazione modesta non c'e' stato ne' imbarazzo ne' retrosia a farmi entrare, anzi. Nel suo invitarmi ho trovato tanto orgoglio e dignita'. Grazie, S., per avermi accolta in casa tua!
Stasera ho avuto il privilegio di incontrare piu' da vicino I 47 bambini del Centro sostenuti da AIB.
Di loro, quasi la meta' lavorava con I genitori prima di essere iscritti a scuola. Quasi altrettanti hanno almeno un genitore, quasi sempre la mamma, analfabeta.
Le storie di questi 3 bambini ex lavoratori mi sembrano sintetizzare meglio la situazione generale.
Mi chiamo N.R. e frequento l'ottava classe. Ho 14 anni e ho iniziato ad andare regolarmente a scuola che ne avevo 7. Prima lavoravo come muratore nei cantieri edili. All'inizio, ho faticato parecchio ad abituarmi all'idea di frequentare le lezioni, perche' mi mancava la possibilita' di guadagnare un po' di soldi. Cosi', dopo quattro anni che ero al Centro, sono scappato per tornare a lavorare. La mia famiglia non mi ha ostacolato in questo, probabilmente perche' il matrimonio delle mie due sorelle (entrambe con alle spalle la sola istruzione della scuola primaria) aveva acutizzato la necessita' di soldi a casa. Quando Mr S. (il coordinatore) e' venuto a sapere che avevo lasciato la scuola e il centro, e' subito andato a parlare coi miei genitori e con mio fratello piu' grande, che ora frequenta l'universita', per spiegare loro l'importanza di farmi lasciare il tornare subito a scuola. E cosi' e' stato: i miei si sono convinti che per me fosse la soluzione migliore ed eccomi qui. Da quell'incontro sono passati 3 anni, durante i quali ho avuto modo di rendermi conto della fortuna che ho avuto ad avere una famiglia che mi ha rimandato a studiare, nonostante le mie proteste. Adesso so bene che opportunita' mi e' stata regalata facendomi frequentare la scuola e ho tutta l'intenzione di proseguire gli studi e diventare insegnante. Ai bambini che, come me anni fa, lasciano la scuola vorrei poter raccontare la mia esperienza, sperando che serva da esempio.”
Anch'io ho 14 anni e frequento l'ottava classe. Il mio nome e' J.B.. I miei genitori mi hanno mandata a scuola che avevo 8 anni. Prima passavo le giornate a lavorare nelle miniere di ardesia. Siccome non ero mai stata a scuola prima e non avevo ricevuto alcun tipo di istruzione, ho dovuto iniziare da zero con bambini piu' piccoli di me. Non e' stato facile, perche' spesso percepivo la differenza di eta' e mi sentivo fuori luogo, indietro. Con tanto impegno e buona volonta' sono riuscita a colmare le mie lacune e recuperare i ragazzi della mia eta'. Che fatica, ma ne e' valsa sicuramente la pena! Sono felicissima di essere qui e di poter studiare e istruirmi come mio fratello. Ai miei amici che non vanno a scuola e lavorano dico – Ehi! Fermati un attimo a riflettere. Per lavorare hai davanti tantissimo tempo, ma per studiare no. Pensaci! Se vuoi, puoi venire con me. Conosco un posto dove puoi ricevere tutte le attenzioni necessarie per vivere e studiare con tanti altri bambini e avere cosi la possibilita' di un futuro migliore.”
Io sono R.D., ho 14 anni e frequento la nona classe. La mia famiglia vive in un villaggio a qualche decina di km da qui. Quando avevo 7 anni, i miei genitori hanno deciso di mandarmi a scuola. Prima poteva andarci solo mio fratello, mentre io andavo con loro a lavorare nei campi. I primi mesi nel Centro pensavo di non farcela a vivere lontana dalla mia famiglia. Poi ho instaurato tante belle amicizie con gli altri bambini e ho iniziato a sentire meno la mancanza di casa. Col passare del tempo ho anche capito sempre piu' a fondo quanto fosse importante per me poter studiare e quante opportunita' questo possa offrire. Quando torno a casa e incontro I miei amici di sempre che sono ancora li' a lavorare, cerco di convincerli che, se vogliono sperare in un futuro migliore, devono insistere coi loro genitori perche' li mandino a scuola. Qualcuno l'ha fatto e ora studia. Altri spero riescano a fare presto questo passo.”


Tutti a scuola

Giocando coi bimbi di Remaidicherla

Tata!

M., i bambini di Laxmipuram Thanda e sottoscritta

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