Stamattina
ci siamo mossi di buon'ora per continuare la nostra visita ai
villaggi beneficiari del progetto “Water & Sanitation”
supportato da AIB. Avendo fissato il rientro a Chilakaluripet in
serata, non potevamo dilungarci troppo in un calmo e rilassato
risveglio.
La
prima tappa del nostro tour e' stata Nayudu Palem. In questo
villaggio vivono 250 famiglie alle quali, un anno fa, e' stato
fornito un impianto di purificazione dell'acqua con una capacita'
produttiva di 500 l all'ora per 5 ore al giorno. Gli abitanti del
villaggio hanno dimostrato grande entusiasmo e tanta riconoscenza,
perche' la quantita' d'acqua potabile prodotta non solo e'
sufficiente per coprire il loro fabbisogno giornaliero, ma consente
anche di vendere una parte in eccesso ai villaggi limitrofi. Il
prezzo per ogni tanica da 20 l, qui, e' di 3 Rs. Gli introiti vengono utilizzati per
coprire le spese di mantenimento dell'impianto, come per esempio la
pulizia e i nuovi filtri che regolarmente (ogni 2/3 anni massimo a
seconda della concentrazione di fluoruro nell'acqua) devono essere
sostituiti. A volte, si riesce a mettere da parte cifre sufficienti
anche per migliorare l'ambiente, per esempio pulendo le strade, cosa
che rende gli abitanti del villaggio particolarmente felici, perche'
permette loro di vivere in un contesto piu' carino e vivibile.
Il
centro non ha particolari problemi a reperire l'acqua, visto che
sorge vicino al canale e che quella nel sottosuolo e' a soli 50 m di
profondita', ma c'e' sempre il problema del fluoruro, sebbene la sua
concentrazione qui sia minore rispetto che in altri villaggi.
I
presenti alla nostra visita ci hanno riportato che nell'ultimo anno,
grazie all'impianto, i casi di persone con dolori articolari dovuti
al fluoruro si sono ridotti dell'80%, cosi' come sono praticamente
scomparsi quelli di persone con difficolta' di digestione. Anche le
donne incinta, fino a un anno fa particolarmente sofferenti durante
la gestazione e con problemi legati alla ridotta presenza di
emoglobina nel sangue, ora stanno bene e i valori delle loro analisi
del sangue sono rientrati nella norma.
La
tappa successiva e' stata in uno sperduto villaggio in mezzo alla
foresta (Yarrveni Chenchu colony), dove si e' insediata una colonia
di 57 famiglie appartenenti alla tribu' dei Chenchu.
Per
raggiungerlo abbiamo dovuto percorrere un sentiero dissestato per
circa 6 Km.
Il
villaggio non ha energia elettrica e per quanto abbiano acqua a
disposizione, grazie a un pozzo costruito con l'aiuto di
organizzazioni no profit, non dovrebbero berla perche' ricca di
fluoruro. Per questo e per l'inadeguata alimentazione, molte persone
soffrono di seri problemi alle articolazioni e alla vista, risultando
impossibilitati ad andare a lavorare. Lo Stato tarda a intervenire in
proposito, adducendo come giustificazione l'alto costo per collegare
questo piccolo centro abitato col villaggio piu' vicino. In linea
d'aria si tratta di 1 Km, in mezzo al quale scorre un fiume.
Anche
le case, se non sono rovine di costruzioni lasciate a meta', sono
semplicissime capanne di paglia e fango. Anni fa lo Stato aveva
destinato agli abitanti del villaggio delle somme di denaro per
costruire delle abitazioni, ma il costruttore ha utilizzato materiali
scadenti e in poco tempo le case sono crollate o sono rimaste senza
il tetto. Ultimamente si e' parlato di un ulteriore erogazione di
circa 45000 Rs a famiglia, cifra assolutamente non sufficiente per
costruire delle case, visto che l'importo per una costruzione base si
aggirerebbe sulle 100000 Rs. ASSIST sta vagliando la possibilita' di
intervenire in loro aiuto cercando fondi per integrare gli aiuti
statali e dare loro l'opportunita' di costruire delle strutture
solide e accoglienti.
Durante
l'incontro ci e' stato anche detto che la comunita' sarebbe
proprietaria di alcuni acri di terreno coltivabile proprio intorno al
villaggio. Purtroppo, pero', queste terre sono state occupate da
altre comunita', cosi' che e' nato un contenzioso, a cui lo Stato non
sta prestando le dovute attenzioni. Gli abitanti della colonia che
sono in grado di lavorare, si trovano pertanto costretti a coltivare
i campi di datori di lavoro che pagano poco, anziche' sfruttare la
loro energia per far rendere i terreni di loro proprieta'.
Anche
il trasporto e' un grave problema qui, innanzitutto per la quasi
inagibilita' dell'unico sentiero dissestato che collega il villaggio
alla strada principale piu' vicina, in secondo luogo per la mancanza
di mezzi di trasporto. Per raggiungere la fermata di autobus piu'
vicina, che dista circa 7 Km, gli abitanti del villaggio devono
spostarsi a piedi.
3
anni fa ASSIST e' intervenuta in aiuto di questo centro contribuendo
alle spese per la costruzione di una struttura adibita ad aula, che
permettesse ai bambini di andare a scuola, strappandoli cosi' al
lavoro minorile. Accanto c'e' un altro piccolo edificio che funge da
cucina.
ASSIST
si e' anche impegnata a fornire al villaggio 114 pannelli solari, 2
per famiglia, che permettano alla comunita' di sfruttare l'energia
solare, che qui certo non manca, cosi' da avere corrente elettrica
anche di notte. Questo intervento non solo dovrebbe ovviare ai comuni
problemi legati alla mancanza di corrente, ma dovrebbe anche aiutare
a tenere lontani i serpenti e altri animali che piu' di una volta
hanno attaccato gli abitanti del villaggio. I pannelli dovrebbero
essere operativi tra una decina di giorni.
Prima
di pranzo siamo riusciti a visitare anche Mannepalli Thanda, un
villaggio abitato da 250 famiglie. I bambini in eta' scolare sono
345, di cui ben 341 hanno la possibilita' di andare a scuola e
ricevere un'istruzione grazie al sostegno di ASSIST.
Anche
in questo centro e' stato installato un impianto per la purificazione
dell'acqua, grazie al contributo di AIB. Ogni ora si riescono ad
avere fino 1000 l. Considerando che la corrente elettrica e'
disponibile per 12 ore al giorno, la quantita' di acqua potabile
prodotta e' piu' che sufficiente a soddisfare le necessita' degli
abitanti del villaggio. La parte eccedente viene venduta (il prezzo
per ogni tanica da 20 l e' di 3 Rs) e il ricavato utilizzato per la manutenzione
dell'impianto, ad esempio per il cambio annuale dei filtri, o messo
da parte per mandare i loro figli alle scuole superiori. Inoltre, con
i risparmi vorrebbero costruire un impianto di illuminazione per le
strade e migliorare l'ambiente in cui vivono.
Per
l'uso domestico, il centro ha a disposizione una cisterna data in
dotazione dallo Stato, mentre l'edificio in cui si trova l'impianto
di purificazione dell'acqua e' stato costruito con i risparmi delle
famiglie che ne beneficiano.
Lo
Stato e' intervenuto anche per un progetto di costruzione di
abitazioni, a cui ha partecipato, come ente contribuente, ASSIST.
Nel
pomeriggio, infine, abbiamo visitato il villaggio di Veerappakunta
Thanda, raggiungibile percorrendo un sentiero sterrato e pieno di
buche, ma unico a disposizione.
Le
famiglie che vivono qui hanno accesso all'acqua grazie a un pozzo e a
una cisterna dati in dotazione dallo Stato, ma l'acqua non e'
potabile, cosi' che gli abitanti continuano a soffrire dei disturbi
causati dal fluoruro.
Parlando
coi presenti, e' sorto, oltre alla necessita' di accedere all'acqua
potabile, il bisogno di un progetto di “housing”, che permetta
loro di lasciare le capanne fatiscenti in cui, fino a oggi, si sono
visti costretti a vivere per mancanza di fondi.
Fortunatamente,
mi e' stato detto che i bambini hanno accesso a un'istruzione grazie
alla presenza di una piccola scuola statale poco fuori il villaggio.
Speriamo possano goderne il piu' a lungo possibile!
Facendo
ritorno alla strada maestra, il sentiero sterrato si e' rivelato
fatale: M. e il giovane neo assunto si sono prodigati nella manovra
del cambio gomma. Poveri!
In
macchina, diretta a casa, non ho potuto fare a meno di ripensare a
quanto ho visto e sentito in questi due giorni. Mi sono chiesta in
che modo questi villaggi potrebbero progredire e, contestualmente,
rendere partecipi i villaggi vicini dei benefici che sono stati dati
loro.
Un'idea
ce l'avrei, ma e' da discutere con molte piu' informazioni alla mano
per valutarne l'effettiva fattibilita'.
Col
mal di testa e tanta stanchezza, anche oggi direi che mi sono
guadagnata il meritato riposo.
Olle'!
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