Sono
nuovamente al Centro di Bollapalli. Stavolta, il tragitto per
raggiungerlo ha visto diverse tappe lungo la strada, permettendomi di
incontrare e scoprire nuove realta'.
Il
primo villaggio visitato e' stato quello di Jayanthiramapuram, dove H.
mi ha raccontato la storia della sua comunita'.
“Mi
chiamo H. e ho 16 anni.
In
questo villaggio viviamo in circa 110 famiglie, piu' o meno 450 persone, che si mantengono andando a lavorare nei campi.
Questa e' la stagione del peperoncino. Anche i miei genitori, come
gli altri, ora sono al lavoro.
Io
frequento la classe 10 e nel pomeriggio devo andare a seguire le
lezioni. Grazie alla scuola ho imparato l'hindi e l'inglese. Sono
molto contento per questo, cosi' ora posso parlare con te :)
Nel
villaggio abbiamo 7 pozzi, di cui, pero', uno non ha piu' acqua,
tanto che si vorrebbe costruire un sistema di tubature per collegarne
uno pieno al nuovo impianto per purificare l'acqua e renderla
potabile. Non solo l'acqua nei pozzi e' a una grande profondita'
(circa 400 m), quindi non facilmente reperibile, per di piu' non e'
affatto potabile, perche' e' ricca di fluoruro. Fino a un anno fa non
avevamo altra acqua a disposizione, pertanto tutti abbiamo sempre
bevuto quella contaminata. I problemi non sono mancati, purtroppo.
C'era chi aveva problemi di digestione e chi alla vista, ma la
maggior parte ha sofferto di dolori articolari, specialmente alle
ginocchia, assai sollecitate durante il lavoro. Cio' ha comportato
difficolta' ad andare a lavorare e la necessita' di far fronte alle
spese mediche necessarie per curare le diverse malattie, rendendo
ancora piu' precarie le condizioni economiche di alcune famiglie.
L'anno
scorso (da notare, il 28 dicembre :) ) abbiamo inaugurato un
bellissimo dono di AIB: un impianto in grado di filtrare l'acqua e
purificarla a sufficienza da renderla potabile.
La
capacita' produttiva e' di 500 l all'ora, ma le ore di energia
elettrica a nostra disposizione sono solo 4 al giorno. Per fortuna,
l'acqua prodotta e' sufficiente per il fabbisogno delle famiglie del
villaggio, che per uso domestico (igiene personale) ha a disposizione
5 pompe.
Da
quando abbiamo questo impianto le condizioni fisiche sono decisamente
migliorate, tanto che ora le persone possono andare a lavorare e
guadagnare di che mantenersi. E poi c'e' il fatto che, non essendo
piu' colpite da problemi fisici, le famiglie non devono piu' pagare
le cure mediche e possono pertanto risparmiare e investire in altro.
Anche
i villaggi vicini hanno notato i benefici tratti da questo impianto e
si stanno informando per poterne avere uno, anche perche' al momento,
per avere acqua potabile, devono rivolgersi a dei dealer che chiedono
prezzi molto alti per ogni tanica da 20 l (10 Rs vs le 4 Rs pagate dagli abitanti di
Jayanhiramapuram).
Grazie
davvero per averci aiutati!”
Il
secondo villaggio visitato e' stato quello di Gummanampadu. Qui
vivono circa 245 famiglie. L'impianto per la purificazione
dell'acqua messo a disposizione da AIB ha una capacita' produttiva di
2000 l all'ora. Non e' ancora stato inaugurato ufficialmente, ma e'
in funzione gia' da qualche mese.
In
questo villaggio ho avuto un incontro interessante con un progettista
che vorrebbe costruire su una collina una grande cisterna per
distribuire l'acqua ai villaggi sfruttando la forza di gravita'. Mi
ha spiegato che al momento esistono un canale e delle cisterne per la
raccolta dell'acqua nei villaggi vicino al canale. La sua idea e'
innanzitutto costruire un sistema per pompare l'acqua dal canale
verso i serbatoi gia' esistenti nei villaggi. Da li' si dovrebbe
portare l'acqua in una cisterna ancora piu' grande costruita su una
collina in mezzo a un gruppo di villaggi, da cui far defluire, grazie
alla forza di gravita', l'acqua verso i centri abitati. I villaggi
dell'area di Bollapalli sono 58 e al momento alcuni hanno serie
difficolta' a reperire questo bene di necessita' primaria. Con questo
sistema, che il progettista stimava poter costare sui 500 milioni di
Rs, potrebbe fornire l'acqua anche ai villaggi che sorgono lontani
dal canale.
Mi
ha promesso una copia del progetto. Spero di riceverla, perche' mi
piacerebbe capire meglio le sue intenzioni!
Dirigendoci
alla destinazione successiva, l'ultima della giornata, ci siamo
fermati presso un piccolo centro abitato, da soli due anni provvisto
di energia elettrica. Qui abita un uomo di quasi 100. Mitico!!!
Eccoci,
infine, a Malapadu, dove sorge una scuola statale frequentata da
200 bambini, di cui 65 sono supportati dal progetto di adozione a
distanza di AIB.
Abbiamo
incontrato un gruppetto di loro per strada, visto che, essendo le 16,
le lezioni erano gia' terminate. Come sempre, i loro sorrisi hanno
illuminato i loro volti, regalandomi una forte sensazione di
serenita'. Grazie!
La
giornata si e' rivelata piu' lunga di quanto mi aspettassi. Rientrati
al Centro, un po' per gioco un po' per rendermi utile, mi son messa a
lavorare a un file Excel. Non l'avessi mai fatto! Il nuovo componente
dello staff di area, un ragazzo giovane giovane, deve aver pensato
che le mie conoscenze informatiche fossero tali da poter fare
miracoli, al che mi si e' letteralmente attaccato alla carotide e,
con un'ansia del tutto inusuale per un indiano, mi ha tenuta
inchiodata a una sedia per 5 ore, a compilare form e scrivere mail.
Era talmente ansioso che, alla mia richiesta “Per favore, posso
andare in bagno cosi prima che venga troppo freddo mi do anche una
rinfrescata?”, ha reagito con un impanicato “Per favore, prima
finiamo e poi vai!”. Fortunatamente, alla fine ha capito che non ce
la facevo piu'...Alle 22, quando e' arrivata la cena, tutto il lavoro
era completato.
Ora
ho gli occhi stanchi e la testa indolenzita. Ci dormiro' su. 'Notte!
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