27 dic 2011

27 dicembre 2011


Sono nuovamente al Centro di Bollapalli. Stavolta, il tragitto per raggiungerlo ha visto diverse tappe lungo la strada, permettendomi di incontrare e scoprire nuove realta'.
Il primo villaggio visitato e' stato quello di Jayanthiramapuram, dove H. mi ha raccontato la storia della sua comunita'.
Mi chiamo H. e ho 16 anni.
In questo villaggio viviamo in circa 110 famiglie, piu' o meno 450 persone, che si mantengono andando a lavorare nei campi. Questa e' la stagione del peperoncino. Anche i miei genitori, come gli altri, ora sono al lavoro.
Io frequento la classe 10 e nel pomeriggio devo andare a seguire le lezioni. Grazie alla scuola ho imparato l'hindi e l'inglese. Sono molto contento per questo, cosi' ora posso parlare con te :)
Nel villaggio abbiamo 7 pozzi, di cui, pero', uno non ha piu' acqua, tanto che si vorrebbe costruire un sistema di tubature per collegarne uno pieno al nuovo impianto per purificare l'acqua e renderla potabile. Non solo l'acqua nei pozzi e' a una grande profondita' (circa 400 m), quindi non facilmente reperibile, per di piu' non e' affatto potabile, perche' e' ricca di fluoruro. Fino a un anno fa non avevamo altra acqua a disposizione, pertanto tutti abbiamo sempre bevuto quella contaminata. I problemi non sono mancati, purtroppo. C'era chi aveva problemi di digestione e chi alla vista, ma la maggior parte ha sofferto di dolori articolari, specialmente alle ginocchia, assai sollecitate durante il lavoro. Cio' ha comportato difficolta' ad andare a lavorare e la necessita' di far fronte alle spese mediche necessarie per curare le diverse malattie, rendendo ancora piu' precarie le condizioni economiche di alcune famiglie.
L'anno scorso (da notare, il 28 dicembre :) ) abbiamo inaugurato un bellissimo dono di AIB: un impianto in grado di filtrare l'acqua e purificarla a sufficienza da renderla potabile.
La capacita' produttiva e' di 500 l all'ora, ma le ore di energia elettrica a nostra disposizione sono solo 4 al giorno. Per fortuna, l'acqua prodotta e' sufficiente per il fabbisogno delle famiglie del villaggio, che per uso domestico (igiene personale) ha a disposizione 5 pompe.
Da quando abbiamo questo impianto le condizioni fisiche sono decisamente migliorate, tanto che ora le persone possono andare a lavorare e guadagnare di che mantenersi. E poi c'e' il fatto che, non essendo piu' colpite da problemi fisici, le famiglie non devono piu' pagare le cure mediche e possono pertanto risparmiare e investire in altro.
Anche i villaggi vicini hanno notato i benefici tratti da questo impianto e si stanno informando per poterne avere uno, anche perche' al momento, per avere acqua potabile, devono rivolgersi a dei dealer che chiedono prezzi molto alti per ogni tanica da 20 l (10 Rs vs le 4 Rs pagate dagli abitanti di Jayanhiramapuram).
Grazie davvero per averci aiutati!”
Il secondo villaggio visitato e' stato quello di Gummanampadu‏. Qui vivono circa 245 famiglie. L'impianto per la purificazione dell'acqua messo a disposizione da AIB ha una capacita' produttiva di 2000 l all'ora. Non e' ancora stato inaugurato ufficialmente, ma e' in funzione gia' da qualche mese.
In questo villaggio ho avuto un incontro interessante con un progettista che vorrebbe costruire su una collina una grande cisterna per distribuire l'acqua ai villaggi sfruttando la forza di gravita'. Mi ha spiegato che al momento esistono un canale e delle cisterne per la raccolta dell'acqua nei villaggi vicino al canale. La sua idea e' innanzitutto costruire un sistema per pompare l'acqua dal canale verso i serbatoi gia' esistenti nei villaggi. Da li' si dovrebbe portare l'acqua in una cisterna ancora piu' grande costruita su una collina in mezzo a un gruppo di villaggi, da cui far defluire, grazie alla forza di gravita', l'acqua verso i centri abitati. I villaggi dell'area di Bollapalli sono 58 e al momento alcuni hanno serie difficolta' a reperire questo bene di necessita' primaria. Con questo sistema, che il progettista stimava poter costare sui 500 milioni di Rs, potrebbe fornire l'acqua anche ai villaggi che sorgono lontani dal canale.
Mi ha promesso una copia del progetto. Spero di riceverla, perche' mi piacerebbe capire meglio le sue intenzioni!
Dirigendoci alla destinazione successiva, l'ultima della giornata, ci siamo fermati presso un piccolo centro abitato, da soli due anni provvisto di energia elettrica. Qui abita un uomo di quasi 100. Mitico!!!
Eccoci, infine, a Malapadu‏, dove sorge una scuola statale frequentata da 200 bambini, di cui 65 sono supportati dal progetto di adozione a distanza di AIB.
Abbiamo incontrato un gruppetto di loro per strada, visto che, essendo le 16, le lezioni erano gia' terminate. Come sempre, i loro sorrisi hanno illuminato i loro volti, regalandomi una forte sensazione di serenita'. Grazie!
La giornata si e' rivelata piu' lunga di quanto mi aspettassi. Rientrati al Centro, un po' per gioco un po' per rendermi utile, mi son messa a lavorare a un file Excel. Non l'avessi mai fatto! Il nuovo componente dello staff di area, un ragazzo giovane giovane, deve aver pensato che le mie conoscenze informatiche fossero tali da poter fare miracoli, al che mi si e' letteralmente attaccato alla carotide e, con un'ansia del tutto inusuale per un indiano, mi ha tenuta inchiodata a una sedia per 5 ore, a compilare form e scrivere mail. Era talmente ansioso che, alla mia richiesta “Per favore, posso andare in bagno cosi prima che venga troppo freddo mi do anche una rinfrescata?”, ha reagito con un impanicato “Per favore, prima finiamo e poi vai!”. Fortunatamente, alla fine ha capito che non ce la facevo piu'...Alle 22, quando e' arrivata la cena, tutto il lavoro era completato.
Ora ho gli occhi stanchi e la testa indolenzita. Ci dormiro' su. 'Notte!


H. e altri bambini di Jayanthiramapuram

L'uomo centenario

I bambini di Malapadu


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