Sono
arrivata al centro Asha che i bimbi stavano ancora facendo colazione,
seduti all'ombra di un grande albero. “Oggi
noodles!”,
mi han detto col sorriso. Gli piacciono i noodles. “Eheh!
Piacciono anche a me”
:p
“Akka
(sorella
maggiore),
giochiamo insieme? Giochiamo a giro-giro-tondo?”.
Mi hanno presa per mano e abbiamo iniziato a girare cantando il
motivetto.
Un
gesto semplice. Un gioco ancora piu' semplice. E si respira aria di
allegria.
Che
belli che sono i bambini!
La
mattinata e' passata cosi', in semplicita'. Tra un gioco e una
chiacchiera.
Un
gruppetto di bimbe era curioso di sapere la mia eta', i nomi dei miei
familiari e la loro occupazione e tutte le info che tutti i piccoli
indiani chiedono a nastro senza stancarsi mai. Prima o poi mi
registrero' le risposte e soddisfero' la loro sete di sapere in
anticipo rispetto alle domande. “Magia!”
:)
Alcune
bimbe hanno anche provato a insegnarmi qualche parola in Telugu.
Domani devo scrivermi tutto, altrimenti la mia pessima memoria me le
fara' presto dimenticare.
I
maschietti, intanto, giocavano alla lotta, improvvisandosi esperti di
karate e kung fu. Non so quante volte ho visto i bastoni rotanti
arrivare sulla testa di qualcuno. Un po' come quando vedo macchine,
richshaw, moto, pedoni, biciclette, camion,....che intrecciano le
loro traiettorie caoticamente, per fortuna, pero', senza mai
scontrarsi. Eeeeeeeh...
I
bambini ospitati dal centro sono 32, tra i 3 e i 18 anni. Tutti
orfani o semi-orfani. Tutti allontanati dalle loro famiglie e
discriminati dalla societa'. Tutti, sebbene cosi' piccoli, gia' con
un enorme fardello sulle spalle: l'HIV e il fantasma dell'AIDS. Per
fortuna c'e' quell'angelo di Sr M., che quotidianamente fa loro da
unica e grande mamma, amandoli, curandoli e coccolandoli. L'affetto
che ricevono si percepisce dal loro modo di stare insieme, cosi'
premuroso e attento, dalla loro pacatezza, dai loro sorrisi, dalla
loro vivacita'. Almeno al centro, ricevono tutto quello che il mondo
fuori non e' disposto a dare loro: affetto, cure, attenzioni,
serenita'. “Ci
piace stare qui! Ora che siamo in vacanza ci svegliamo verso le 7,
facciamo 15 minuti di meditazione, poi c'e' la colazione. Dopo
possiamo giocare insieme qui in cortile e, la domenica pomeriggio,
possiamo anche guardare la TV :D”.
A
pranzo ho chiesto di mangiare con loro. Non ho molti giorni da
dedicare a questi bambini e vorrei passarci quanto piu' tempo
possibile.
Ho
preso un piatto e mi son messa in fila con loro. Volevano a tutti i
costi farmi passare avanti, ma non ho voluto. Volevo essere una di
loro. Non un'ospite. Sono contenta che, un po' stupiti dal mio gesto,
mi abbiano assecondata. Che mi abbiano fatto sedere per terra con
loro a mangiare il mio piatto di riso e curry di verdure. Sono
contenta che le barriere della formalita' siano venute meno.
Sono
venuta via mentre salivano in camera per il sonnellino pomeridiano.
...Oddio, sonnellino...dormita semmai, visto che dalle 13 alle 16 non
ce n'e' per nessuno :)
Riposate,
piccoli gioielli. A domani!
| Noodles? Quali noodles? |
| Yaaaaaaaaaa-ta |
| All'acquario |
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