Complicarsi
l'esistenza e' un errore in cui incappiamo tutti, almeno una volta
nella vita. Oggi ho pensato che, almeno per una volta, volevo
semplificarmela.
Alle
8:25, con il resto della piccola Europa e D. (Coordinatrice ASSIST),
sono salita in macchina per andare in visita a Nehru Nagar, dove AIB
ha un progetto. L'ultimo segnato nella “list to visit”. Niente
M., stavolta, anche se non so perche'...va beh! Un interprete mi
avrebbe fatto comodo, ma alla fine, con D., abbiamo trovato il modo
per capirci, se non altro per le info importanti...
Il
villaggio e' sulla strada per Bollapalli, ma a circa un'ora da
Chilakaluripet. Nessun mezzo pubblico passa di li' e la maggior parte
degli abitanti del villaggio non ha altro mezzo di locomozione se non
le proprie gambe.
La
folla di adulti e bambini che abbiamo trovato al nostro arrivo,
armata anche di tamburi, ci ha colti alla sprovvista. In macchina si
chiacchierava e non ci siamo resi conto che eravamo giunti a
destinazione. Wow! Che entusiasmo che abbiamo trovato!
Visto
il caldo torrido, ci hanno subito accompagnati alle nostre sedie
sotto l'albero, mentre loro si sono accomodati di fronte a noi su uno
dei soliti teli che hanno, fatto con i sacchi. I bambini davanti, gli
adulti nelle retrovie. Piu' la massa dei super curiosi dietro le
nostre spalle. Eheh! Quella non manca mai!
Con
non poca fatica, mi sono fatta raccontare un po' del progetto, su
come procedeva, etc. Questo nasce, nel 2009, come progetto di
adozione a distanza, che, come sempre, ha l'obiettivo primario di
supportare bambini, appartenenti a famiglie economicamente disagiate,
nel corso degli studi, fornendo cartelle, libri, quaderni,
uniformi,...fino alla scuola superiore.
90,
dei 170 bambini che vivono nel villaggio, rientrano nella lista e, di
questi, 49 frequentano la scuola statale a Nehru Nagar, gli altri,
invece, devono recarsi in villaggi limitrofi. Per fortuna esiste un
servizio di scuola bus che passa a prenderli alle 7 e li riaccompagna
a casa alle 16! Quello che invece mi dispiace e' che, come spesso
capita in India, ci siano solo 2 insegnanti per 5 classi nella scuola
del villaggio. Inutile chiedersi cosa aspetti il Governo a
intervenire...
Il
progetto non si ferma alla sola scolarizzazione. Per garantire a
questi bambini un ambiente sereno e pulito in cui crescere, dal 2010
si e' intervenuti anche con la costruzione di case (in totale saranno
100. al momento 13 sono completate e 15 in costruzione). Ognuna sara'
dotata di latrina domestica. Al momento, infatti, le famiglie vivono
in capanne di paglia che possono incendiarsi, com'e' successo un paio
di giorni fa, o essere distrutte durante la stagione delle piogge.
Un'altra
area di intervento e' la bonifica del territorio circostante. La
popolazione locale, appartenente a due comunita' di caste inferiori e
dedita al lavoro agricolo, possiede 150 acri di terreno umido (adatto
alla coltivazione del riso), che prima delle attivita' di sviluppo
producevano ciascuno 5 sacchi da 50 kg di riso. Dopo il trattamento,
gli stessi campi sono in grado di produrre 6 volte tanto, coprendo
non solo il fabbisogno del villaggio, ma anche quello di villaggi
limitrofi. Ad oggi sono stati completati i lavori su 100 acri di
terreno. Nel 2012 si prevede di rendere maggiormente fertili anche i
restanti 50.
Ci
dicevano i presenti che ci sarebbero altri 35 acri di terreno
asciutto, piu' adatto a colture come il peperoncino, che pure
necessiterebbero di essere lavorati.
La
passeggiata nei campi, per vedere il tutto piu' da vicino e' stata
deleteria: il sole era a picco e la temperatura era davvero
esagerata. Immagino la tinta per il terzo occhio sulla mia fronte,
come potesse essere ordinata...avevo le mani tutte colorate...spero
di non vedere mai le foto che ha scattato D.!
Quando
siamo tornati alla scuola, per uno snack (che ho evitato) e una
bevanda fresca (a cui non ho saputo/potuto dir di no, causa
necessita' fisica di qualcosa da bere), la “española”
per poco non ci sveniva per un abbassamento di pressione. Gia' mi
vedevo a sfoderare le mie ormai obsolete e quasi dimenticate nozione
di pronto intervento dell'ambulanza. Hihihi! Povera S., in che mani
si sarebbe trovata :p
Alle
13:30 eravamo gia' rientrati alla base. Non totalmente soddisfatti
(parlo per me), ma talmente rintronati dal sole che volevamo solo
darci una rinfrescata e sederci a tavola.
Sorpresa:
i pantaloni erano pronti. Il miglior sarto di Chilakaluripet aveva
gia' consegnato il prodotto finito. Incredibile!
C'e'
voluto poco a smontare i miei sogni di gloria. Il cavallo e'
sbagliato e non c'e' modo di metterci mano senza rimpicciolirli. 3
pantaloni su 3 sono inutilizzabili.
Dopo
2 ore di discussione sui perche' e i percome, ero talmente esausta,
piena di parlare di pantaloni e di sarti che l'ho pagato e ho
lasciato i pantaloni a V., perche' li dia alle ragazze del vocational
training, da indossare, copiare (spero, in caso, correggendo
l'errore) o da tagliare per usarne il materiale. Mi dispiace sapere
che il sarto e' mortificato e V. si sente in colpa, ma alla fine sono
solo pantaloni. Cosa saranno mai dei pantaloni, quando nella vita ci
sono ben altri problemi per cui crucciarsi? Diamo un taglio a questa
odissea e andiamo oltre. Semplifichiamoci la vita, almeno per
questa volta!
| Il comitato d'accoglienza |
| Ciiiiiiiiiiiiiiiiiiiiis :) |
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