1 mar 2012

1 marzo 2012


Stamattina e' partita M. in spedizione con me. Non potendo andare tutti insieme, avendo solo 2 moto a disposizione, i miei 3 compagni d'avventura si sono suddivisi le visite ai villaggi, in maniera direi piu' che equa ed equilibrata, a seconda degli interessi personali, cosi' da avere anche loro un assaggio di quest'esperienza.
Sono contenta che siano qui. Per loro, perche' e' una bella opportunita', e per me, perche' sono un'ottima compagnia :)
Il villaggio di Munagapadu, con una popolazione di 1460 unita', e' stata la prima meta per incontrare i beneficiari di un progetto “Sanitation” (costruzione di latrine domestiche), supportato nel 2010 da AIB.
Se penso che per loro, non avere un bagno in casa significava non solo dover andare ogni volta a cercarsi un posticino a 1 km dal villaggio, ma anche subire morsi di serpenti e punture di scorpione...Fifona come sono, mi sarei sistemata dietro un albero vicino casa. Sicuro! Quello che mi fa imbestialire e' l'inappropriatezza dell'intervento statale in questo ambito, visto che fornisce fondi ridicoli. Mah! E pensare che, davvero, con un “servizio” cosi' basico potrebbe migliorare tanto le condizioni di molte persone. Una latrina in ogni casa significa piu' pulizia, piu' igiene, piu' dignita', meno malattie, meno costi sanitari per le famiglie, maggiore risparmio, piu' benessere,...in altre parole, aiuto sostanziale per le condizioni economiche e sociali di tanta gente. Meno male che ci sono Associazioni che intervengono in proposito!
Nel secondo villaggio di oggi, quello di Konakanamitla (536 famiglie), invece, il progetto AIB da visitare riguardava la fornitura di acqua potabile, attraverso il funzionamento di un impianto di de-purificazione da 1000 l/h, che sopperisce al bisogno idrico degli abitanti di questo villaggio e di alcuni circostanti.
Un altro progetto avviato in questo villaggio e' quello per la costruzione di latrine domestiche. Al momento, AIB ne ha supportato la fornitura di 42. Chi ben inizia...
Trattandosi del villaggio in cui ci sono gli uffici del Mandal (pressappoco la “regione” italiana), al nostro arrivo c'erano anche due giornalisti. Hanno preso nota dei nomi, delle Organizzazioni che rappresentavamo, della nazionalita', e poi hanno scattato qualche foto mentre guardavamo l'impianto, fuori dall'edificio,...insomma, erano li' per scrivere un articolo sulla nostra visita e hanno fatto tutto il necessario. Eheh!
Anche qui esiste il problema legato all'inattivita' lavorativa durante i mesi estivi. Il lavoro agricolo per 6-7 mesi non e' sufficiente per risparmiare somme che coprano il fabbisogno di una famiglia per i restanti mesi dell'anno, pertanto, anche qui ci si barcamena per cercare occupazioni alternative, tra cui la vendita di prodotti di vario genere (dalle verdure ai biscotti, dalle sigarette ai soft drink) o quella da muratori nei grandi centri urbani (il che significa trasferirsi con la famiglia, a volte portandosi dietro i figli, che sono costretti a lasciare la scuola).
Subito dopo mangiato (erano le 14 passate, quando ci siamo seduti davanti al piatto), siamo rientrati al Centro.
Giusto il tempo di riposarci ed evitare il caldo torrido, che, come promesso, abbiamo raggiunto i bambini per giocare con loro. Stare con loro richiede tantissima energia e, generalmente, dopo sono completamente sfatta di stanchezza, ma i loro sorrisi, le loro manine che applaudono entusiaste per incoraggiarti, i loro volti raggianti sono una ricompensa al di la' di ogni aspettativa. Meravigliosi!


Foto di gruppo a Munagapadu

Bimbe a Konakanamitla

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