18 mar 2012

18 marzo 2012



Mannaggia alle zanzare e alle punture sotto i piedi! Alle 5:30 ero gia' sveglia, cercando sollievo dal prurito con vane grattatine. Insopportabile! Le zanzare sono senza pieta'...anche la domenica. Uff :(
Fatti i bagagli, con la dovuta calma, abbiamo lasciato libera la stanza. L'orario era quello giusto per un brunch indiano a base di masala dosa. Una vera delizia, come sempre. Gnam!
Sempre alla ricerca di un pajama per S., abbiamo girato diversi negozi fino alla vittoria. Ne ha comprato uno blu e bordeaux niente male!
Come si usa qui, le maniche erano ancora da attaccare, percio' si e' deciso di lasciare tutto nel negozio e tornare nel pomeriggio per recuperare il prodotto finito. E' stato anche un modo per evitare di portarci appresso il sacchetto durante le nostre peregrinazioni turistiche ;)
Cammina cammina, siamo giunte al tempio di Mylapure, che pero' era chiuso fino alle 16. Poco male: il percorso previsto ci avrebbe riportate li' anche sulla via del ritorno, percio...avanti la prossima destinazione!
Per arrivare alla Basilica di San Thome ci siam fatte km e km sotto al sole cocente. Per poco a S. non veniva un coccolone. Per fortuna eravamo armate d'acqua, cosi' che a meta' strada si e' potuta rinfrescare un poco prima di affrontare il lungo Oceano nella zona dei pescatori. Non ci vuole un genio per capire che in quella zona e' meglio non bazzicarci di notte, men che meno da soli. Pero', per quanto povera e sporca, mi ha fatto piacere vederla. Anche quella e' parte di Chennai.
Abbiamo camminato talmente tanto che a un certo punto c'e' venuto il sospetto di aver mancato la traversa giusta...Meno male che e' stata solo un'impressione. Tempo di porci la domanda che e' spuntata la guglia a rincuorarci e a indicarci la via. “Dai che manca poco!”.
Detto in tutta onesta', non e' che sia una Basilica meravigliosa. Quello che ho trovato interessante e' stato scoprire, alla veneranda eta' di 30 anni, che si chiama Basilica la chiesa che sorge sopra la tomba di un Apostolo.
La domanda che mi e' nata spontanea e' stata “Ma come c'e' finito San Tommaso qui a Chennai???”. La spiegazione di S. ha preso spunto dalle Sacre Scritture e dalle peregrinazioni post Pentecoste degli Apostoli nei vari angoli della terra, forti della possibilita' di parlare diverse lingue. La terro' buona fintanto che non ne trovo una che mi convince di piu'...
Quando stavamo per andare via, un autista di tricycle ci ha proposto una visita a Marina Beach, famosa per la morte di tantissime persone per lo tsunami del 2004, a un museo, di cui non ricordo il nome, e al forte di San Giorgio per sole 50 Rs. Per tutto il pacchetto era un prezzo ragionevole, visto che, comunque, per arrivare al forte un tricycle avremmo dovuto prenderlo e che sicuramente ci sarebbe costato di piu' (siamo pur sempre occidentali da spennare), percio' abbiamo accettato. Come “clausola” a fine tour dovevamo visitare 3 negozi di souvenir. “Solo guardare, non necessariamente comprare”. Eccola la gabola...
Mazzate come corre! Che fretta ha??? Abbiamo un'ora a disposizione, mica 5 minuti!?!”.
Il museo “anonimo” l'abbiamo saltato a pie' pari. Arrivate al forte, abbiamo scoperto che il prezzo del biglietto e' di 2 Rs per gli indiani e di 100 Rs per gli stranieri, al che mi sono categoricamente rifiutata di entrare (tanto S. avra' modo di visitarlo col gruppo del workshop). Marina Beach l'abbiamo vista passandoci accanto, sul tricycle guidato a tutta birra. Inutile dire che i negozi di souvenir non ci interessavano per niente, tanto che abbiamo cercato di velocizzare il tutto il piu' possibile.
...
Considerato che, oltre a dover ancora visitare il tempio di Mylapure, avevamo da ritirare il pajama di S. nel negozio, passare a prendere i bagagli nella guest house e poi arrivare fino a casa di G., ben lontana dall'essere vicina, l'aver speso cosi' poco tempo per queste tappe non e' stato poi cosi' negativo. Bisogna sempre cercare un lato positivo! Si' si'!!!
Cosa dire del tempio. Colorato. Grande. Pieno di gente che pregava o scattava foto.
Quanti riti che si compiono in questi spazi, che mi farebbe piacere conoscere e capire. Ancora, purtroppo, non ho incontrato nessuno che avesse voglia (o fosse in grado) di spiegarmeli. Ho ancora tempo per portare a termine questa missione :D
Al negozio di vestiti ci attendeva una spiacevole sorpresa: le maniche non erano attaccate, “perche', essendo domenica, il sarto non era disponibile”. S. era contrariatissima, ovviamente. Per darle man forte, mi son messa a negoziare uno sconto, a dispetto del cartello a lettere cubitali appeso al muro “FIXED PRICES”. “Eh, no, belli miei! La situazione in cui avete messo la cliente non e' affatto bella. Domani parte e non ha il vestito che voleva. Considerato che dovra' cercarsi un sarto, che sicuramente le chiedera' un prezzo maggiorato per il solo fatto che e' una ragazza straniera, il minimo che possiate fare per riparare all'omissione di un'informazione molto importante e' farle uno sconto”. C'han pensato in 3 per qualche minuto, poi se ne sono venuti fuori con 50 Rs in meno sul prezzo. “Eh no! Ma davvero credete che il sarto le chiedera' solo 50 Rs per attaccarle le maniche, lavoro a cui avevate detto avreste provveduto voi senza chiedere extra sul prezzo del pajama??? Non scherziamo! Qui, solo perche' siamo bianche, siamo da spennare. I prezzi lievitano miracolosamente per noi. Minimo minimo, 100 Rs di sconto!”. Non erano ancora convinti. “Se foste stati onesti stamattina, anziche' dire che il lavoro l'avreste fatto voi, avreste tirato fuori subito la storia della domenica di vacanza per i sarti e lei avrebbe potuto decidere di portarsi via il pajama e cercarsi un sarto per i fatti suoi mentre eravamo in giro. Invece no. Siete stati belli zitti, dicendo solo “ok ok”, e ora ve ne venite fuori con questa scusa per giustificare una vostra mancanza. Guardate che cosi non vi fate mica una bella pubblicita'. Pensate a quante persone potrebbe arrivare la voce che non vi comportate in maniera del tutto corretta. Avete appena aperto il negozio, mica vorrete che si sparga la voce che trattate male i clienti, no?!”. Alla fine, 100 Rs in meno e il vestito e' venuto via con noi. Meglio di un dito in un occhio!
A volte anche i giochi possono tornare utili per sbrogliare situazioni intricate o far entrare 6 sacche in un tricycle. Aspettare 5 ore per un “pre paid taxi” era fuori discussione. Meglio strettine, ma in marcia verso la nostra meta! Solo mi sarebbe piaciuto non avere la mia sacca piantata nel collo. Fastidio!
Carina la casa di G.. 2 camere da letto, ognuna col proprio bagno, cucina abitabile, salottino, balconcino e...lavatrice! Che miraggio!
Per la serata, nel frattempo, c'era stato un cambio di programma. Anziche' cenare da G. con la sua capa e il marito, eravamo invitati tutti a casa di amici suoi, dove avremmo trovato altri 3 ragazzi italiani. W le rimpatriate a Chennai!
Ammetto che appena varcata la soglia mi sono sentita disorientata e...un po' a disagio. Bella e curata...sul radical chic andante...e anche un po' minimal nei dettagli...ma, forse, troppo ricca e perfetta per come ero abituata qui in India. Suonera' stupido, pero' il mio primo pensiero e' stato “Oddio, dove sono capitata?!?”. Poi, invece, grazie alla piacevolezza dei presenti (alla fine eravamo 8 a tavola, di cui un inglese che ha cucinato un gustosissimo pesce con pomodorini e olive per tutti), sono rientrata a casa pienamente soddisfatta della serata. Ci piace! :D





Nel quartiere dei pescatori

La Basilica di S. Tommaso

Il Tempio di Mylapure

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