29 feb 2012

29 febbraio 2012


La giornata di oggi e' stata parecchio impegnativa.
E' iniziata con un viaggio in moto di un'ora e mezza, attraverso un paesaggio secco e incolto, ma a modo suo bello e affascinante, che ci ha visto “nuotare tra bufali e capre”.
La meta era il villaggio di Desireddy Palle, dove ci attendevano i genitore di 30 bambini, che vivono e studiano presso il Centro grazie al supporto di AIB.
I presenti si sono rivelati entusiasti e grati per l'opportunita' che viene data ai loro figli. La maggior parte ha espresso apertamente l'intenzione di far proseguire gli studi ai propri bambini, sebbene la situazione economica delle famiglie sia decisamente precaria. L'occupazione principale in questo villaggio e' il lavoro agricolo, che, per le temperature troppo elevate nel periodo estivo, non permette alcuna attivita' nei campi, con la conseguenza che molti abitanti restano senza un salario. Per ovviare a questo problema, ogni anno cercano di svolgere attivita' alternative: c'e' chi si dedica alla pastorizia, chi si trasferisce in altre citta'.
Nemmeno la gestione oculata di risparmi e prestiti dalle banche da parte dei Self Help Group, che investono gli importi a disposizione per implementare le tecniche di coltivazione e le altre attivita' svolte dagli abitanti del villaggio, genera introiti sufficienti a cambiare lo stato di necessita' del villaggio.
Nel salutare le persone appena incontrate, riflettevo su quanto non sia affatto scontato, generalmente, trovare riconoscenza negli occhi o nei gesti delle persone. Ogni volta che ho visitato un progetto, pero', ne ho trovata in abbondanza. Talmente tanta, che mi chiedo se, durante le presentazioni fatte dai miei accompagnatori, non siano state aggiunte imprese straordinarie di cui non sono a conoscenza. Personalmente, non mi sembra di aver fatto nulla di particolare, eppure, ogni volta, le persone mi hanno ringraziato, cercata per una stretta di mano, invitata nelle loro case per potermi coccolare e, ogni volta, avrei voluto poter parlare la loro lingua e spiegare loro che non sono io quella a cui destinare tutto questo, ma so che sarebbe solo un “aggiungere”, il loro, non un “sostituire”.
Si, qui c'e' tanta gratitudine.
La seconda tappa e' stata in una scuola statale frequentata da 116 studenti, di cui 7 supportati da AIB.
L'incontro con il preside si e' rivelato decisamente interessante, perche' abbiamo parlato di tassi di abbandono scolastici. Ci raccontava, infatti, che dopo la classe 10 (generalmente frequentata da bambini di 15-16 anni), un buon 10-15 % degli studenti non prosegue gli studi. Di questi, la maggior parte e' composta da bambine. Purtroppo, la motivazione e' ancora legata alla minore importanza che viene data all'istruzione impartita alle figlie femmine, viste piu' “utili e retributive” se mandate a lavorare o se fatte sposare anche in giovanissima eta'. Far sposare una figlia minorenne e' illegale, ma, per quanto nel diritto di farlo, nessuno si prende la briga di denunciare queste situazioni. Vige l'omerta' e il disinteresse piu' totale a riguardo. Che tristezza!
Mentre ascoltavo queste parole, per me totalmente assurde, guardavo gli occhi delle studentesse che, coi loro compagni, si erano nel frattempo raccolte intorno a noi e non ho potuto fare a meno di chiedermi quante di loro siano destinate a un cosi' per me assurdo destino.
Siamo rientrati al Centro che erano le 15 passate. Ero accaldata per il sole a picco sulla testa durante il lungo tragitto in moto. Rintronata dalla quantita' di informazioni raccolte. Affamata per il mancato pranzo. Triste per il pensiero di come debbano vivere le donne in questo Paese...forse e' meglio mettere un punto qui.
Ora mi concentro sulla nuova musica che ho scoperto stasera grazie a M. & A. e alla voce contenta di mamma quando ha riconosciuto la mia voce al telefono...
...Moooolto meglio!


I genitori presenti all'incontro

A scuola con i ragazzi di Desireddy Palle

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