10 gen 2012

10 gennaio 2012


Sono le 21 e fuori piove che piu' non si puo'. Credo sia un po' come la manna dal cielo, in questa stagione di secca. Speriamo solo che non crei troppi disagi per il raccolto.
Stesa sul letto, ascolto il ticchettio delle gocce di pioggia contro la porta e contro i vetri della finestra. 
Quanto mi piace questo rumore! Lo associo a tanti bei momenti passati. In primis, mi viene in mente il Gujarat, a luglio, quando, con un mese di ritardo, e' arrivata la prima pioggia tanto attesa. I visi delle bimbe e dei membri dello staff, contratti dalla preoccupazione per la scarsita' di acqua, si sono improvvisamente distesi in sorrisi gioiosi. E poi, buttarsi sotto la pioggia battente e lasciarsi andare in piroette, balli e risate. Penso anche alla mia (ex) mansardina e al ticchettio della pioggia sulle tegole, che di notte, a pochi centimetri da me, mi cantava la ninna nanna. Avere il letto sul soppalco-ex solaio mica poteva comportare solo il forno-estivo, no?!
Mi piace davvero tanto questo rumore. Sa di pulito, di catarsi, di rinascita, di vita!
Ora copertina e un bel libro ambientato in India. Il quadretto promette proprio bene :)


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