E'
tutto il giorno che ripenso a ieri e a quello che ho provato. Sono
giunta alla conclusione che fosse disagio misto a un senso di
imbarazzo, disorientamento, impotenza e rabbia. Disagio, perche'
avevo troppa attenzione su di me, quando speravo di passare
inosservata o solo per la “fotografa ufficiale” della spedizione.
Imbarazzo, perche' chi ha la premura di farti sempre camminare un
passo avanti a costo di rimanere indietro, la premura di lasciarti
sempre un posto a sedere a costo di rimanere in piedi, la premura di
assicurarsi sempre che tu abbia tutto a costo di rinunciare a
qualcosa, la premura di servirti a tavola a costo di attendere a
lungo che tu finisca per poter mangiare a sua volta, spesso e' la
stessa persona che lavora gomito a gomito con te tutto il giorno in
ufficio. Disorientamento, perche' ho ricevuto tantissimi
ringraziamenti pur non avendo fatto assolutamente nulla per
meritarli, sapendo che chi si sarebbe meritato un po' di riconoscenza
era proprio chi mi diceva “Grazie!”
o la persona che era seduta dietro di me per lasciarmi la scena.
Impotenza, perche' a chi ti da' tutto quello che puo' tu, ospite, non
puoi dare mai nulla. Rabbia, perche' non posso accettare che il senso
di ospitalita' indiano, cosi' bello e totale, possa essere
banalizzato con un bis, un tris, …
Nel
frattempo, S. e' ripartita. Aveva il treno alle 16:30. Siamo arrivati
alla stazione di Ongole alle 16:28, temendo che lo perdesse. Invece, come
spesso capita in questi casi, abbiamo dovuto aspettare, causa ritardo
di 15/20 minuti.
E'
stato un vero piacere godere della sua compagnia in questi due
giorni. Una bella ventata di italianita' positiva :)
Un
giretto ai bazar prima di cena, per comprare guava e un contenitore
di metallo per i cereali (da oggi sono “Ellena”, come mi ha
ribattezzata il tizio del negozio scrivendo il mio nome sulla
scatola), con tanto di frappe' dal baracchino di fiducia, non potevo
certo farmelo mancare! A cena mi hanno pure dato i noodles...ma chi
sta meglio di me?!
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