Ok
che volevo fare ginnastica, ma alle 8 non alle 7. Alla faccia del
giorno di vacanza. Ormai ho preso il ritmo della sveglia presto :(
Pazienza! C'era tanto che potevo fare dopo la doccia: una letta al
giornale di sotto, il bucato, leggere il libro, sistemare un po' di
foto...insomma, tutto sommato, non tutto il male vien per nuocere.
Con
B. (Responsabile della sede ASSIST) ho sistemato anche il filtro del
rubinetto. Posto che l'acqua ancora non scende come dovrebbe, se non
altro non arriva piu' a spruzzi disordinati, ma come unico flusso.
Poco non e'!
L'accordo
con V. era che la raggiungessi da lei nel pomeriggio per andare
insieme al suo villaggio. La mia idea era quella di prendermela
comoda, cosi' da dare anche a lei il tempo di rilassarsi un po'.
Invece, mentre stavo ancora mangiando, in ritardo rispetto al solito
per il lavoro al lavandino, mi ha chiamata V. chiedendomi sorpresa
perche' non fossi ancora andata. “R.
(suo
braccio destro)
ti sta aspettando!”.
“R.?!?
Ehm, scusa, temo di essermi persa un passaggio del programma. Mi
spiccio e arrivo!”.
Boh!?!
Un
paio di commissioni nel centro di Chilakaluripet, poi V. e' andata al
suo villaggio, mentre io e R. siamo andate a casa di quest'ultima,
che era eccitatissima all'idea di mostrarmi dove vive.
Come
spesso e volentieri accade, al nostro passaggio abbiamo raccolto
curiosi, in particolare bambini, che ci hanno seguite fino a casa.
Tempo
di un caffe' (non si esce da una casa indiana senza prima aver bevuto
almeno un caffe'/the), che ci siamo messe in marcia per un breve
tour, che ci ha portate davanti casa di un zia di R. Li' e' iniziato
lo show, complice la presenza di tanti bimbi e la buona memoria di
R., che, quando mi e' stato chiesto di cantare qualcosa, mi ha
ricordato la prima toccata e fuga a Bollapalli e la canzoncina della
“Macchina del capo...”.
E'
incredibile la quantita' di risate che riesce a produrre un gioco
cosi' semplice. Ancora una volta noto quanto basti davvero poco qui
perche' un sorriso illumini il volto delle persone. E dire che la
maggior parte ha davvero delle “gran belle storie” da
raccontare... Non si finisce proprio mai di imparare!
La
strada, invasa da non so quanti accorsi, era tutta una risata
contagiosa. Nemmeno io riuscivo a trattenermi sentendo come si
divertivano. Bello sentirli cosi' allegri. Bello proprio!
Dopo
un po', R. ha dato il segnale che dovevamo andare. Un'altra zia ci
stava aspettando, con un altro caffe' e un piattino di snack/dolcetti
fritti. Addio, qui remano tutti contro! Mi stanno letteralmente
rimpinzando come un tacchino e la cosa non va affatto bene! No, no!
L'aspetto
“comico” e' che si arriva in una casa, si viene fatti accomodare
su una sedia, si viene serviti con un caffe'/the e, a volte, con
qualcosa da sgranocchiare, ci si scambia giusto qualche parola, poi,
appena terminata la tazzina, il piu' delle volte, ci si alza, e ce se
ne va. Senza nemmeno troppi saluti di circostanza.
Strana usanza! Per me, tanto chiacchierina, e' quasi inconcepibile e
dire che la mia presenza e' fonte di domande, quindi argomento di
discussione...va beh!
V.
e' venuta a prendermi intorno alle 18:30. Tempo di 2 scambi di parole
con R. e sua mamma, che siamo andate via.
La
cena e' stata un continuo “Prendi
ancora del riso! Ne riprendi piu' volte, perche' ogni volta ne metti
nel piatto piccole quantita'”.
“Ehm,
a dire la verita' e' che sono piena, visto che e' tutto il giorno che
mangio...”.
Aiutoooo!!!
Giusto
per dare il tocco pepato alla giornata, mi ci mancava solo il
pipistrello impazzito in camera. Gia' ho la fobia di tutto cio' che
vola, se poi sommo che vola nella mia stanza e che la canadese mi
aveva raccontato di episodi di pipistrelli attaccati ai capelli...
Sebbene
in slip, perche' in procinto di farmi una doccia, col terrore nel
cuore e la maglietta sulla testa, ho aperto la porta della camera,
nella vana speranza che l'ospite poco gradito uscisse. Non so ancora
come ho fatto a non urlare fuori di testa. Alla fine, dopo essere
riuscita in qualche modo a rivestirmi, sono schizzata fuori io. Tempo
un minuto che il pipistrello mi ha seguita, chiudendo (spero!!!) lo
spaventoso episodio.
Se
ripenso alla giornata trascorsa, cosi' diversa da quella che mi
aspettavo, visto che in origine si doveva andare a Guntur, non posso
fare a meno di sorridere con gratitudine. Innanzitutto, perche' ci
sono ancora tante persone che si sorprendono e ridono di gusto per
cose semplici. In secondo luogo, per questo vivere all'aria aperta,
per la strada. Poi, per la sempre calorosa ospitalita', sebbene sia
un continuo essere riempiti di qualcosa da bere e da mangiare, anche
quando tenti di dire no, perche' stai veramente scoppiando. Infine,
per la forte propensione che gli indiani hanno a condividere tutto.
La porta di casa e' sempre aperta per chiunque abbia voglia di
ospitalita'. Il cibo in pentola per chiunque abbia voglia di un pasto
in compagnia. Una bella notizia per chiunque abbia voglia di gioire
insieme. Un dolore per chiunque abbia voglia di costruire un rapporto
che vada in profondita'. E qui ce n'e' tanta di voglia. Di bussare e
di aprire.
Grazie!
Rido, rido, rido... "Per me, tanto chiacchierina...". E ti ci vedo a casa mia, l'estate scorsa!!! =)
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