13 gen 2012

13 gennaio 2012


Ok che volevo fare ginnastica, ma alle 8 non alle 7. Alla faccia del giorno di vacanza. Ormai ho preso il ritmo della sveglia presto :( 
Pazienza! C'era tanto che potevo fare dopo la doccia: una letta al giornale di sotto, il bucato, leggere il libro, sistemare un po' di foto...insomma, tutto sommato, non tutto il male vien per nuocere.
Con B. (Responsabile della sede ASSIST) ho sistemato anche il filtro del rubinetto. Posto che l'acqua ancora non scende come dovrebbe, se non altro non arriva piu' a spruzzi disordinati, ma come unico flusso. Poco non e'!
L'accordo con V. era che la raggiungessi da lei nel pomeriggio per andare insieme al suo villaggio. La mia idea era quella di prendermela comoda, cosi' da dare anche a lei il tempo di rilassarsi un po'. Invece, mentre stavo ancora mangiando, in ritardo rispetto al solito per il lavoro al lavandino, mi ha chiamata V. chiedendomi sorpresa perche' non fossi ancora andata. “R. (suo braccio destro) ti sta aspettando!”. “R.?!? Ehm, scusa, temo di essermi persa un passaggio del programma. Mi spiccio e arrivo!”. Boh!?!
Un paio di commissioni nel centro di Chilakaluripet, poi V. e' andata al suo villaggio, mentre io e R. siamo andate a casa di quest'ultima, che era eccitatissima all'idea di mostrarmi dove vive.
Come spesso e volentieri accade, al nostro passaggio abbiamo raccolto curiosi, in particolare bambini, che ci hanno seguite fino a casa.
Tempo di un caffe' (non si esce da una casa indiana senza prima aver bevuto almeno un caffe'/the), che ci siamo messe in marcia per un breve tour, che ci ha portate davanti casa di un zia di R. Li' e' iniziato lo show, complice la presenza di tanti bimbi e la buona memoria di R., che, quando mi e' stato chiesto di cantare qualcosa, mi ha ricordato la prima toccata e fuga a Bollapalli e la canzoncina della “Macchina del capo...”.
E' incredibile la quantita' di risate che riesce a produrre un gioco cosi' semplice. Ancora una volta noto quanto basti davvero poco qui perche' un sorriso illumini il volto delle persone. E dire che la maggior parte ha davvero delle “gran belle storie” da raccontare... Non si finisce proprio mai di imparare!
La strada, invasa da non so quanti accorsi, era tutta una risata contagiosa. Nemmeno io riuscivo a trattenermi sentendo come si divertivano. Bello sentirli cosi' allegri. Bello proprio!
Dopo un po', R. ha dato il segnale che dovevamo andare. Un'altra zia ci stava aspettando, con un altro caffe' e un piattino di snack/dolcetti fritti. Addio, qui remano tutti contro! Mi stanno letteralmente rimpinzando come un tacchino e la cosa non va affatto bene! No, no!
L'aspetto “comico” e' che si arriva in una casa, si viene fatti accomodare su una sedia, si viene serviti con un caffe'/the e, a volte, con qualcosa da sgranocchiare, ci si scambia giusto qualche parola, poi, appena terminata la tazzina, il piu' delle volte, ci si alza, e ce se ne va. Senza nemmeno troppi saluti di circostanza. Strana usanza! Per me, tanto chiacchierina, e' quasi inconcepibile e dire che la mia presenza e' fonte di domande, quindi argomento di discussione...va beh!
V. e' venuta a prendermi intorno alle 18:30. Tempo di 2 scambi di parole con R. e sua mamma, che siamo andate via.
La cena e' stata un continuo “Prendi ancora del riso! Ne riprendi piu' volte, perche' ogni volta ne metti nel piatto piccole quantita'”. “Ehm, a dire la verita' e' che sono piena, visto che e' tutto il giorno che mangio...”. Aiutoooo!!!
Giusto per dare il tocco pepato alla giornata, mi ci mancava solo il pipistrello impazzito in camera. Gia' ho la fobia di tutto cio' che vola, se poi sommo che vola nella mia stanza e che la canadese mi aveva raccontato di episodi di pipistrelli attaccati ai capelli...
Sebbene in slip, perche' in procinto di farmi una doccia, col terrore nel cuore e la maglietta sulla testa, ho aperto la porta della camera, nella vana speranza che l'ospite poco gradito uscisse. Non so ancora come ho fatto a non urlare fuori di testa. Alla fine, dopo essere riuscita in qualche modo a rivestirmi, sono schizzata fuori io. Tempo un minuto che il pipistrello mi ha seguita, chiudendo (spero!!!) lo spaventoso episodio.
Se ripenso alla giornata trascorsa, cosi' diversa da quella che mi aspettavo, visto che in origine si doveva andare a Guntur, non posso fare a meno di sorridere con gratitudine. Innanzitutto, perche' ci sono ancora tante persone che si sorprendono e ridono di gusto per cose semplici. In secondo luogo, per questo vivere all'aria aperta, per la strada. Poi, per la sempre calorosa ospitalita', sebbene sia un continuo essere riempiti di qualcosa da bere e da mangiare, anche quando tenti di dire no, perche' stai veramente scoppiando. Infine, per la forte propensione che gli indiani hanno a condividere tutto. La porta di casa e' sempre aperta per chiunque abbia voglia di ospitalita'. Il cibo in pentola per chiunque abbia voglia di un pasto in compagnia. Una bella notizia per chiunque abbia voglia di gioire insieme. Un dolore per chiunque abbia voglia di costruire un rapporto che vada in profondita'. E qui ce n'e' tanta di voglia. Di bussare e di aprire.
Grazie!


1 commento:

  1. Rido, rido, rido... "Per me, tanto chiacchierina...". E ti ci vedo a casa mia, l'estate scorsa!!! =)

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