Di
oggi potrei scrivere tante cose. Della mattinata in macchina per
andare in visita da un'amica di V., sua sorella e R. al 5' mese di
gravidanza. Della seconda colazione a base di Puri, “perche'
oggi e' domenica, quindi e' giornata di bengodi!”.
Dei venditori di frutta che, quando sei in coda al casello, arrivano
a sciami e approfittano del finestrino aperto per allungarti dentro
la macchina i loro sacchettini pieni di banane, guava, papaya...Della
sempre calorosa accoglienza che mi viene donata. Della cerimonia
casalinga in onore della ragazza incinta (qui si usa festeggiare il
5' mese con una serie di riti tradizionali). Dei miei piedi che, come
quelli di tutte le donne presenti, sono stati colorati di giallo,
come vuole l'usanza. Del mio primo pajama, bianco candido e rosso acceso, gentilmente regalatomi dalla
festeggiata. Delle numerose tappe sulla via del ritorno, di cui una
al villaggio di V. & R.. Del silenzio, che spesso caratterizza
gli indiani, pacifico, sereno, mai imbarazzato, e che in macchina,
forse, era anche pieno di stanchezza per la lunga giornata. Oppure
dei miei pensieri e del mio continuare a chiedermi come e perche',
domandando a un futuro nonno il sesso del nipotino in arrivo, ci si
debba ancora sentir rispondere “Qui
in India, i dottori non dicono il sesso del nascituro. Tempo fa e'
diventato illegale rilasciare quest'informazione, perche',
soprattutto nelle realta' tribali, c'era l'usanza di interrompere la
gravidanza in caso di figlia femmina”.
Di
oggi potrei scrivere tante cose, ma sento solo la necessita' di
spegnere il cervello e non pensare piu' a nulla.
Sono
seduta fuori appoggiata al muro. Le cuffie nelle orecchie mi offrono
una delle mie canzoni preferite. E la luna, nel cielo, splende
bellissima ed elegante, circondata da tante piccole stelle.
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