Era
un po' che non avevo a disposizione cosi' tanto tempo solo per me. A
volte ci vuole dello spazio da dedicare a se stessi, per seguire il
proprio ritmo!
In
un giorno ho letto quasi tutto il libro preso in prestito dalla
libreria nell'ufficio di V., intitolato “La tigre bianca” di
Aravind Adiga. Pare sia stato un caso letterario, qui in India, e che
abbia vinto anche dei premi. Effettivamente, lo trovo molto ben
scritto e non credo sia solo per merito di chi l'ha tradotto in
inglese...
Cito
Wikipedia: “Il
tema principale del racconto e' il contrasto tra la crescita
dell'India come economia moderna globale e la sua classe di
lavoratori, che vivono in uno stato di tremenda poverta'. Altri temi
toccati sono la corruzione endemica nella societa' e nella politica
indiana, la fedelta' e la lealta' alla famiglia a scapito della
propria indipendenza, le tensioni religiose tra Induisti e Musulmani,
l'esperienza del ritorno in India dopo un'esperienza in America, la
globalizzazione e la rivalita' tra l'India e la Cina come
Superpotenze in Asia”.
Caso
vuole, che andando a trovare V. e sua sorella, sia stata invitata ad
andare al cinema a vedere “Business man”, manco a dirlo, “Made
in Bollywood 100%”.
Mentre
“The Withe Tiger” e' ambientato sostanzialmente a Delhi (ci sono
dei riferimenti a Laxmangarh, villaggio natio del protagonista, e a
Dhanbad), la vicenda di questo film si svolge a Mumbai.
Tra
i temi del film, la vendetta, la corruzione dell'alta societa' e dei
politici e (essendo un film c'era da aspettarselo) l'amore tra il
bello e dannato e la bella...rinco____ta. Essi', perche' nei film
bollywoodiani lui e' sempre super eroe che sa fare tutto, mette al
tappeto chiunque anche quando sono 1000 contro 1 senza beccarsi mai
nemmeno un cazzotto e se la viaggia su auto e moto di lusso vestito
all'ultima moda (occidentale!!!). Lei, invece, e' sempre quella che
piagnucola, un po' “lappa” un po' gatta morta, e con i genitori
sempre super tradizionalisti che ostacolano la relazione. Se posso
dire la mia: nei film sara' anche che lui e' dio in terra e che
sbroglia da solo la matassa, mentre lei non fa un accidente se non
essere un peso, ma se andiamo a vedere come stanno le cose nella
realta'...ragazzi, parliamoci chiaro, 'sto Paese senza donne sarebbe
uno sfacelo!...Va beh, meglio mettere un punto qui...
Francamente,
il film mi e' sembrato troppo kitsch. Tanto lusso sbattuto in faccia,
mooolto piu' del necessario per dare l'idea di un ambiente ricco, ma
con scelte assolutamente discutibili, tipo la cabrio blu coi sedili
in pelle dello stesso colore. Ma ti prego!
Per
altro, si faceva seguire (notare che non ho capito nulla causa
Telugu) e poi, finalmente, ho visto da dove hanno tirato fuori le hit
del momento, che sento ovunque (autoradio di
macchine/camion/trattori...eggia', anche trattori...di passaggio e
cellulari non suonano altro) e che ormai non sopporto piu'. Cambiate
canzone, please!!!...Altro aspetto da notare: uno dei brani di cui
sopra si chiama “Pilla Chao” ed e' fatto sulle note di “Bella
Ciao”. Secondo me non sanno di cosa parla la versione italiana,
altrimenti dubito avrebbero fatto uno scempio del genere...
In
soldoni, ho apprezzato l'esperienza al cinema, perche' e' spassoso
vedere come si infervora il pubblico con urla di incitamento e fischi
e commenti di apprezzamento, ma avrei visto qualcos'altro.
...E
in effetti altro ho (intra)visto, quando sono rientrata, mentre
cenavo. In TV davano “The Millionaire”. Anche questo ambientato a
Mumbai, almeno in parte, ma direi che non ha nulla a che vedere con
la citta' proposta da “Businessman”, ne' con la sua trama o la
sua resa. Ben poco! In particolare, stessa citta', eppure...l'una e'
super ricca, la downtown dei palazzi sfarzosi, delle strade piene di
bei negozi, delle macchine di lusso e dei vestiti occidentali (a
volte le attrici indossano il sari). L'altra...che dire...sono le
slum, i sobborghi delle megalopoli indiane. Quella che per me e' la
vera India...purtroppo!
VS
...
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