22 gen 2012

22 gennaio 2012


Era un po' che non avevo a disposizione cosi' tanto tempo solo per me. A volte ci vuole dello spazio da dedicare a se stessi, per seguire il proprio ritmo!
In un giorno ho letto quasi tutto il libro preso in prestito dalla libreria nell'ufficio di V., intitolato “La tigre bianca” di Aravind Adiga. Pare sia stato un caso letterario, qui in India, e che abbia vinto anche dei premi. Effettivamente, lo trovo molto ben scritto e non credo sia solo per merito di chi l'ha tradotto in inglese...
Cito Wikipedia: “Il tema principale del racconto e' il contrasto tra la crescita dell'India come economia moderna globale e la sua classe di lavoratori, che vivono in uno stato di tremenda poverta'. Altri temi toccati sono la corruzione endemica nella societa' e nella politica indiana, la fedelta' e la lealta' alla famiglia a scapito della propria indipendenza, le tensioni religiose tra Induisti e Musulmani, l'esperienza del ritorno in India dopo un'esperienza in America, la globalizzazione e la rivalita' tra l'India e la Cina come Superpotenze in Asia”.
Caso vuole, che andando a trovare V. e sua sorella, sia stata invitata ad andare al cinema a vedere “Business man”, manco a dirlo, “Made in Bollywood 100%”.
Mentre “The Withe Tiger” e' ambientato sostanzialmente a Delhi (ci sono dei riferimenti a Laxmangarh, villaggio natio del protagonista, e a Dhanbad), la vicenda di questo film si svolge a Mumbai.
Tra i temi del film, la vendetta, la corruzione dell'alta societa' e dei politici e (essendo un film c'era da aspettarselo) l'amore tra il bello e dannato e la bella...rinco____ta. Essi', perche' nei film bollywoodiani lui e' sempre super eroe che sa fare tutto, mette al tappeto chiunque anche quando sono 1000 contro 1 senza beccarsi mai nemmeno un cazzotto e se la viaggia su auto e moto di lusso vestito all'ultima moda (occidentale!!!). Lei, invece, e' sempre quella che piagnucola, un po' “lappa” un po' gatta morta, e con i genitori sempre super tradizionalisti che ostacolano la relazione. Se posso dire la mia: nei film sara' anche che lui e' dio in terra e che sbroglia da solo la matassa, mentre lei non fa un accidente se non essere un peso, ma se andiamo a vedere come stanno le cose nella realta'...ragazzi, parliamoci chiaro, 'sto Paese senza donne sarebbe uno sfacelo!...Va beh, meglio mettere un punto qui...
Francamente, il film mi e' sembrato troppo kitsch. Tanto lusso sbattuto in faccia, mooolto piu' del necessario per dare l'idea di un ambiente ricco, ma con scelte assolutamente discutibili, tipo la cabrio blu coi sedili in pelle dello stesso colore. Ma ti prego!
Per altro, si faceva seguire (notare che non ho capito nulla causa Telugu) e poi, finalmente, ho visto da dove hanno tirato fuori le hit del momento, che sento ovunque (autoradio di macchine/camion/trattori...eggia', anche trattori...di passaggio e cellulari non suonano altro) e che ormai non sopporto piu'. Cambiate canzone, please!!!...Altro aspetto da notare: uno dei brani di cui sopra si chiama “Pilla Chao” ed e' fatto sulle note di “Bella Ciao”. Secondo me non sanno di cosa parla la versione italiana, altrimenti dubito avrebbero fatto uno scempio del genere...
In soldoni, ho apprezzato l'esperienza al cinema, perche' e' spassoso vedere come si infervora il pubblico con urla di incitamento e fischi e commenti di apprezzamento, ma avrei visto qualcos'altro.
...E in effetti altro ho (intra)visto, quando sono rientrata, mentre cenavo. In TV davano “The Millionaire”. Anche questo ambientato a Mumbai, almeno in parte, ma direi che non ha nulla a che vedere con la citta' proposta da “Businessman”, ne' con la sua trama o la sua resa. Ben poco! In particolare, stessa citta', eppure...l'una e' super ricca, la downtown dei palazzi sfarzosi, delle strade piene di bei negozi, delle macchine di lusso e dei vestiti occidentali (a volte le attrici indossano il sari). L'altra...che dire...sono le slum, i sobborghi delle megalopoli indiane. Quella che per me e' la vera India...purtroppo!



VS


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