Svegliarmi
alle 5 del mattino per andare a camminare non l'avevo mai fatto. A
parte lo shock iniziale, dovuto anche alle 3 ore di insonnia
precedenti il drin-drin dell'allarme, penso che lo stato confusionale
fosse meno accentuato di quanto avrei immaginato.
Alle
5:30 R.R. e' passato a prendere me e S.. Intorno ancora tanto buio e
tante stelle nel cielo, con uno spicchio sorridente di luna a
completare il quadretto. Per fortuna, non era affatto freddo. Meno
male!
Il
centro dove siamo andati e' una bella struttura comprensiva di due
edifici, uno adibito a palestra con macchinari tipo cyclette e per il
sollevamento pesi e l'altro a piu' piani, di cui pero' non ho capito
esattamente la funzione. Dietro hanno lasciato un grande spazio verde
con intorno una pista sabbiosa per camminare/correre. La scelta della
sabbia e' “per
dare il senso della spiaggia”...
In
marcia! Gira che ti rigira, avremo percorso 3 Km. Sentivo finalmente
il mio corpo risvegliarsi dal torpore di questi 2 mesi di staticita'.
Altro che ginnastica in camera: una bella camminata di buon passo e'
decisamente piu' rigenerante, piu' gustosa, piu' tutto! E poi vedere
come dal buio piu' totale iniziano a comparire all'orizzonte i primi
colori dell'alba...wow!!!
A
seguire, 45 minuti di esercizi yoga per la respirazione. Ero
terrorizzata all'idea di incriccarmi in qualche posizione strana e,
invece, semplici esercizi ci hanno disteso i muscoli e rilassato il
corpo. Da rifare!
La
partenza per la visita ai progetti di Mani Tese a Piduguralla, a cui
ho chiesto di partecipare, era prevista per le 9. Prima, tempo di
fare colazione (W il latte coi cereali e il beverone di caffe'!),
una doccia e un paio di canzoni sdraiata sul letto :)
Riportare
tutte le tappe, tutte le info, tutti i particolari di quello che si
e' rivelato un tour de force non mi pare il caso. Forse perche' e'
quasi l'1:30 e non dormo da 24 ore...
Quello che vorrei rimanesse in questo diario sono gli sguardi dei bambini delle scuole visitate, ridenti e curiosi; gli spuntini a base di cocco, biscotti, dolcetti e caffe' a ogni sosta, tanto che alla fine non ne potevamo piu'; i riti di inaugurazione che hanno visto S. tagliare nastri, rompere noci di cocco, accendere incensi e candele, oltre che essere sommersa di petali e fiori; i regali inaspettati che ho ricevuto per il semplice motivo di essere presente e di essere ospite e il mio conseguente imbarazzo (“Non mi merito tutta questa attenzione. Non ho fatto assolutamente nulla per questi progetti. Perche' mi state dando questi regali???”. “Qui funziona cosi'!”. Riposta per me non rincuorante, ma da accettare); il pranzo alle 16 passate, buonissimo, ma anche troppo abbondante per non lasciarci appesantiti; i tratti di strada in 10 a bordo della jeep, che tanto mi hanno ricordato le estati della mia infanzia, quando mamma, papa' o gli zii portavano me, le mie sorelle e i miei cugini al mare (indimenticabili i viaggi in 7 sulla 500); la confusione dell'accoglienza e il silenzio dell'ambiente circostante ad alcuni centri.
Quello che vorrei rimanesse in questo diario sono gli sguardi dei bambini delle scuole visitate, ridenti e curiosi; gli spuntini a base di cocco, biscotti, dolcetti e caffe' a ogni sosta, tanto che alla fine non ne potevamo piu'; i riti di inaugurazione che hanno visto S. tagliare nastri, rompere noci di cocco, accendere incensi e candele, oltre che essere sommersa di petali e fiori; i regali inaspettati che ho ricevuto per il semplice motivo di essere presente e di essere ospite e il mio conseguente imbarazzo (“Non mi merito tutta questa attenzione. Non ho fatto assolutamente nulla per questi progetti. Perche' mi state dando questi regali???”. “Qui funziona cosi'!”. Riposta per me non rincuorante, ma da accettare); il pranzo alle 16 passate, buonissimo, ma anche troppo abbondante per non lasciarci appesantiti; i tratti di strada in 10 a bordo della jeep, che tanto mi hanno ricordato le estati della mia infanzia, quando mamma, papa' o gli zii portavano me, le mie sorelle e i miei cugini al mare (indimenticabili i viaggi in 7 sulla 500); la confusione dell'accoglienza e il silenzio dell'ambiente circostante ad alcuni centri.
Abbiamo
terminato la giornata di visite dopo le 20, assistendo a uno
spettacolo del gruppo culturale MELUKOLUPU, che rappresentava i vari
sketch con l'aiuto dei bambini del Campus di Piduguralla (lo stesso
che avevo visto a fine novembre). Ovviamente, non poteva mancare lo
spuntino a base di verdure fritte e caffe'...“Aiuto!!!
Basta rimpinzarci, che dopo abbiamo la cena a Guntur!”
:/
Siamo
arrivati a casa di R. (uno dei big boss di ASSIST) in tempo per farci
offrire un'ora di snack, in vista della vera e propria cena delle
22:30.
...
Morale.
Oggi credo sia stata la giornata esemplare di come gli indiani usino tradurre il concetto di ospitalita' nel concreto: l'ospite
deve avere sempre la pancia piena! Mi chiedo, a volte, se sia per esorcizzare il pensiero di chi, invece, sempre
in questa grande terra che e' l'India, da mangiare non ha nulla.
| Visita al villaggio di Adarsh Nagar |
| Un bambino nella scuola di Adarsh Nagar |
| I bambini di Rukmini Puram |
Ma cosa fai?!?! Rubbi le lavagne ai bambini e disegni tu per loro?!?! Guarda che quella faccetta lo so che l'hai fatta te!! =P
RispondiEliminaBei post, Ele!! Anzi, Elle!! =)