Ma
quanto e' rilassante svegliarsi in un contesto verdeggiante,
silenzioso e in mezzo alla campagna?! Se trovo dove andare a
passeggiare, senza paura di incontrare serpenti sulla mia strada,
chiedo ad ASSIST il trasferimento qui :)
Siamo
al secondo giorno di visita a Vetapalem. Oggi ci aspettano un po' di
villaggi, con conseguenti spostamenti in moto. Olle'!
Per
iniziare, siamo tornati a Dande Colony, lo stesso centro abitato dove
abbiamo trascorso la mattinata del Republic Day.
Per
quanto ci attendesse un clima festoso, mi ha fatto strano vedere
questo posto sotto altre vesti rispetto a quel giorno di grandi
celebrazioni ufficiali.
Motivo
di questa seconda visita: incontrare i 42 bambini che frequentano la
scuola del villaggio (una piccola struttura circolare, con un solo
muro a dividere le due “aule” disponibili), grazie al supporto di
AIB.
Per
intrattenerci hanno ballato e cantato alcuni brani, gentilmente tradotti per
me da M., sul rapporto genitori-figli e moglie-marito, sull'alfabeto
e le parole importanti che iniziano con le varie lettere e altre
ancora. Non tutti i bambini sono felici di doversi esibire in
pubblico e, personalmente, li capisco benissimo, tanto che quando
posso chiedo di non forzarli ad alzarsi in piedi per intonare qualche
canzone o ballare. Quanto sono bravi, piccoli cuccioli!
A
seguire, tutti seduti su un grande telo steso a terra, abbiamo
parlato un po' anche con gli adulti, la cui occupazione principale e'
il lavoro agricolo. Ci hanno raccontato, esprimendo tantissima
gratitudine, come siano stati ricevuti gli aiuti che hanno reso
possibile costruire case, latrine, strade e migliorare l'ambiente li
abbiano arricchiti. E' iniziato tutto con una certa C., una ragazza
credo inglese, che e' intervenuta in loro soccorso dopo lo tsunami.
Si e' stabilita li' per un mese per capire esattamente di cosa
avessero bisogno e poi si e' ingegnata per raccogliere i fondi
necessari a sopperire ai loro bisogni. Dev'essere davvero una persona
in gamba, perche' ne parlavano con tantissimo affetto e ammirazione,
anche perche' ha fatto lo sforzo di imparare il Telugu per parlare
direttamente con loro. Ammirevole, perche' non suona per niente
facile come lingua.
A
lei, dopo qualche anno e' subentrata ASSIST con la collaborazione dei
suoi partner, tra cui AIB.
Tra
i presenti, incredibilmente unica una signora super attiva e
ruspante, che voleva a tutti i costi farmi restare per insegnarmi il
Telugu e cucirmi un sari su misura. Quando stavamo per andare via, mi
ha afferrata per una mano e non voleva proprio saperne di lasciarmi
andare. Diceva che prima dovevo assolutamente farmi vedere con
indosso il sari!
Il
tour per le strade del villaggio, guidato dai due instancabili
insegnanti della scuola, oltre a portarci nelle case di molti dei
suoi abitanti, dove sono state scattate foto ricordo a non finire, ci
ha condotti in mezzo a un campo di mais che si estende fino al
confine del centro abitato. Sembrava di essere in un labirinto, per
quanto erano alti i gambi...che meraviglia!
Per
completare la panoramica su questa comunita', abbiamo fatto una
toccata e fuga a Weavers S.T. Colony, un villaggio che sorge al di
la' di un campo di mais rispetto a Dande Colony, in cui vivono 14 dei
42 bambini della scuola che avevamo appena visitato.
Nel
pomeriggio siamo rimasti nel Centro, dove c'e' l'ufficio del
Coordinatore Area, per incontrare le ragazze che stanno seguendo il
vocational training organizzato da ASSIST col supporto di AIB. Il
corso e' iniziato ai primi di novembre e ha la durata di 6 mesi,
durante i quali 25 aspiranti sarte, divise in due gruppi, uno
mattutino e uno pomeridiano, potranno imparare a cucire, ornare
vestiti, usare la macchina da cucito per creare nuovi capi e trovare
poi un lavoro per loro piu' gratificante e divertente.
Ad
accoglierci il gruppo delle corsiste era al completo.
Una
ragazza ci ha spiegato le varie fasi del corso, aiutandosi con i
modellini appesi alle pareti. Chiaramente si va dai capi piu'
semplici a quelli piu' elaborati, ma a me sembravano tutte cose
estremamente difficili...non sono proprio tagliata per
quest'attivita'!
Dopo
e' passata a illustrarci com'e' fatta e come funziona una macchina
per cucire. Era la prima volta che sentivo una spiegazione su questo
strumento e sono stata proprio contenta di capirci un po' di piu',
nonostante la spiegazione in Telugu...Quello che non mi era mai stato
chiaro e' come il filo potesse “restare sotto la stoffa”, visto
che l'ago non fa altro che “martellare” dall'alto...Il mistero si
e' risolto quando mi hanno mostrato la bobina che e' nascosta sotto
la base della macchina e il suo funzionamento. Figata!
Alla
mia domanda sul loro futuro post corso, mi hanno risposto che alcune
di loro hanno gia' contatti con dei negozi di Chirala o di altri
paesi della zona. Alle altre ho suggerito la possibilita' di
organizzarsi in gruppi non solo per sfruttare una maggiore forza
economica (piu' sono, piu' soldi possono raccogliere da investire in
un'attivita' propria), ma anche per dividersi i compiti a seconda
delle loro capacita' (ci sara' chi e' piu' brava a tagliare le
stoffe, chi a disegnare i ricami e chi a usare la macchina da
cucire). Sembravano interessate all'idea. Spero possa tornare loro
utile!
Per
mia somma gioia, come regalo mi hanno fatto provare a usare la
macchina da cucire. Sono totalmente negata, ma gia' lo sapevo! Ho
apprezzato comunque moltissimo la possibilita' di tentare :)
Ultima
tappa della visita odierna e' stato Jandarapet S.T. Colony, un
piccolo villaggio dove vivono 72 famiglie.
Qui
ci sono solo capanne. Gli abitanti hanno fatto richiesta al Governo
per dei sovvenzionamenti da destinare alla costruzione di abitazioni
vere e proprie, ma l'unica cosa al momento ottenuta e'
l'autorizzazione a costruirle. Peccato che questa sia pronta da un
anno, ma che la mancanza di fondi abbia reso impossibile sfruttarla.
C'e' anche un altro ostacolo alla costruzione delle case: in
occasione di forti piogge, tutta la zona viene sommersa di acqua. Ci
sarebbe pertanto la necessita' di rialzare il livello su cui sorge il
villaggio prima di iniziare a lavorare alle fondamenta degli edifici.
Anche per questo l'autorizzazione governativa sarebbe stata concessa,
ma il solito problema economico impedisce l'attuazione. 'Sti
benedetti soldi!
Tra
le altre necessita' di questo villaggio ci sarebbero un “Child care
centre” per una quarantina di bambini tra i 2 e i 5 anni e un pozzo
per l'acqua da uso domestico, che sostituisca i due gia' esistenti,
ma con un livello di acqua troppo profondo perche' siano
utilizzabili.
Al
momento, il villaggio beneficia del supporto di AIB in termini di
scolarizzazione di 25 bambini, che, grazie al sostegno della
Fondazione, possono ricevere un'istruzione.
Non
che non sapessi che qui c'e' l'usanza dei matrimoni combinati, su cui
prima o poi apriro' un capitolo mi sa. Non che non sapessi che ancora
oggi, nonostante sia vietato dalla legge, la lei di turno, a volte,
ha addirittura appena raggiunto l'eta' dello sviluppo (alcune bambine
vengono date in spose a soli 12 anni). Ma trovarmi davanti una
ragazza di nemmeno 18 anni, con un visino ancora da adolescente, che
porta in braccio il figlio di quasi uno...poco i manca che poteva
essere mia figlia, lei che, al contrario di me trentenne, e' gia'
sposata con prole. Penso a quanta vita le e' stata rubata, di quante
opportunita' e' stata privata, di quante responsabilita' e' stata
caricata in un'eta' in cui si dovrebbe pensare ad altro. Questa e'
una delle “tradizioni” locali che credo non capiro' mai. Se poi
ci aggiungo che il lui non ha mai lo stesso svantaggio, nel senso che
e' sempre piu' grande, diciamo minimo in eta' ragionevole...che
nervi! Non e' giusto!
Piacevolissima
sorpresa e' stata veder arrivare il furgoncino del gruppo MELUKOLUPU,
che aveva in programma uno spettacolo proprio a Jandarapet S.T.
Colony. “E
dopo Carosello tutti a nanna!”...con
tappa a casa di M. per la cena, che mi ha gentilmente invitata per
farmi conoscere la sua famiglia.
Al
nostro arrivo, il figlio di 8 anni stava gia' dormendo. Considerando
che tutte le mattine si sveglia alle 5:30 e che erano le 21 passate,
era piu' che onesto che fosse gia' tra le braccia di Morfeo. Che
tenero, pero': aveva dato istruzione di svegliarlo per salutarmi. E
in effetti era contento di riaprire gli occhi e trovarmi li', ancora
di piu' quando gli ho allungato un paio di caramelle alla frutta. Mi
ha fatto un grande sorriso, si e' pappato le caramelle, si e' girato
dall'altra parte e, tempo 2 minuti, era gia' di nuovo addormentato. I
bambini :D
Per
rilassarmi un po' mi sono cullata sulla fantastica sedia a dondolo
che hanno appesa in mezzo alla stanza. Ci mancava poco che mi
addormentassi anch'io. Troppo bella!!! Sembrava di essere su una
barca che oscilla dolcemente sulle onde del mare...effetto
culla...“ZzzZzzZZZZzzz”...
| Le ballerine di Dande Colony |
| Le ragazze del Vocational Training |
| In visita nelle case di Jandarapet S.T. Colony |
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