2 feb 2012

2 febbraio 2012


Ma quanto e' rilassante svegliarsi in un contesto verdeggiante, silenzioso e in mezzo alla campagna?! Se trovo dove andare a passeggiare, senza paura di incontrare serpenti sulla mia strada, chiedo ad ASSIST il trasferimento qui :)
Siamo al secondo giorno di visita a Vetapalem. Oggi ci aspettano un po' di villaggi, con conseguenti spostamenti in moto. Olle'!
Per iniziare, siamo tornati a Dande Colony, lo stesso centro abitato dove abbiamo trascorso la mattinata del Republic Day.
Per quanto ci attendesse un clima festoso, mi ha fatto strano vedere questo posto sotto altre vesti rispetto a quel giorno di grandi celebrazioni ufficiali.
Motivo di questa seconda visita: incontrare i 42 bambini che frequentano la scuola del villaggio (una piccola struttura circolare, con un solo muro a dividere le due “aule” disponibili), grazie al supporto di AIB.
Per intrattenerci hanno ballato e cantato alcuni brani, gentilmente tradotti per me da M., sul rapporto genitori-figli e moglie-marito, sull'alfabeto e le parole importanti che iniziano con le varie lettere e altre ancora. Non tutti i bambini sono felici di doversi esibire in pubblico e, personalmente, li capisco benissimo, tanto che quando posso chiedo di non forzarli ad alzarsi in piedi per intonare qualche canzone o ballare. Quanto sono bravi, piccoli cuccioli!
A seguire, tutti seduti su un grande telo steso a terra, abbiamo parlato un po' anche con gli adulti, la cui occupazione principale e' il lavoro agricolo. Ci hanno raccontato, esprimendo tantissima gratitudine, come siano stati ricevuti gli aiuti che hanno reso possibile costruire case, latrine, strade e migliorare l'ambiente li abbiano arricchiti. E' iniziato tutto con una certa C., una ragazza credo inglese, che e' intervenuta in loro soccorso dopo lo tsunami. Si e' stabilita li' per un mese per capire esattamente di cosa avessero bisogno e poi si e' ingegnata per raccogliere i fondi necessari a sopperire ai loro bisogni. Dev'essere davvero una persona in gamba, perche' ne parlavano con tantissimo affetto e ammirazione, anche perche' ha fatto lo sforzo di imparare il Telugu per parlare direttamente con loro. Ammirevole, perche' non suona per niente facile come lingua.
A lei, dopo qualche anno e' subentrata ASSIST con la collaborazione dei suoi partner, tra cui AIB.
Tra i presenti, incredibilmente unica una signora super attiva e ruspante, che voleva a tutti i costi farmi restare per insegnarmi il Telugu e cucirmi un sari su misura. Quando stavamo per andare via, mi ha afferrata per una mano e non voleva proprio saperne di lasciarmi andare. Diceva che prima dovevo assolutamente farmi vedere con indosso il sari!
Il tour per le strade del villaggio, guidato dai due instancabili insegnanti della scuola, oltre a portarci nelle case di molti dei suoi abitanti, dove sono state scattate foto ricordo a non finire, ci ha condotti in mezzo a un campo di mais che si estende fino al confine del centro abitato. Sembrava di essere in un labirinto, per quanto erano alti i gambi...che meraviglia!
Per completare la panoramica su questa comunita', abbiamo fatto una toccata e fuga a Weavers S.T. Colony, un villaggio che sorge al di la' di un campo di mais rispetto a Dande Colony, in cui vivono 14 dei 42 bambini della scuola che avevamo appena visitato.
Nel pomeriggio siamo rimasti nel Centro, dove c'e' l'ufficio del Coordinatore Area, per incontrare le ragazze che stanno seguendo il vocational training organizzato da ASSIST col supporto di AIB. Il corso e' iniziato ai primi di novembre e ha la durata di 6 mesi, durante i quali 25 aspiranti sarte, divise in due gruppi, uno mattutino e uno pomeridiano, potranno imparare a cucire, ornare vestiti, usare la macchina da cucito per creare nuovi capi e trovare poi un lavoro per loro piu' gratificante e divertente.
Ad accoglierci il gruppo delle corsiste era al completo.
Una ragazza ci ha spiegato le varie fasi del corso, aiutandosi con i modellini appesi alle pareti. Chiaramente si va dai capi piu' semplici a quelli piu' elaborati, ma a me sembravano tutte cose estremamente difficili...non sono proprio tagliata per quest'attivita'!
Dopo e' passata a illustrarci com'e' fatta e come funziona una macchina per cucire. Era la prima volta che sentivo una spiegazione su questo strumento e sono stata proprio contenta di capirci un po' di piu', nonostante la spiegazione in Telugu...Quello che non mi era mai stato chiaro e' come il filo potesse “restare sotto la stoffa”, visto che l'ago non fa altro che “martellare” dall'alto...Il mistero si e' risolto quando mi hanno mostrato la bobina che e' nascosta sotto la base della macchina e il suo funzionamento. Figata!
Alla mia domanda sul loro futuro post corso, mi hanno risposto che alcune di loro hanno gia' contatti con dei negozi di Chirala o di altri paesi della zona. Alle altre ho suggerito la possibilita' di organizzarsi in gruppi non solo per sfruttare una maggiore forza economica (piu' sono, piu' soldi possono raccogliere da investire in un'attivita' propria), ma anche per dividersi i compiti a seconda delle loro capacita' (ci sara' chi e' piu' brava a tagliare le stoffe, chi a disegnare i ricami e chi a usare la macchina da cucire). Sembravano interessate all'idea. Spero possa tornare loro utile!
Per mia somma gioia, come regalo mi hanno fatto provare a usare la macchina da cucire. Sono totalmente negata, ma gia' lo sapevo! Ho apprezzato comunque moltissimo la possibilita' di tentare :)
Ultima tappa della visita odierna e' stato Jandarapet S.T. Colony, un piccolo villaggio dove vivono 72 famiglie.
Qui ci sono solo capanne. Gli abitanti hanno fatto richiesta al Governo per dei sovvenzionamenti da destinare alla costruzione di abitazioni vere e proprie, ma l'unica cosa al momento ottenuta e' l'autorizzazione a costruirle. Peccato che questa sia pronta da un anno, ma che la mancanza di fondi abbia reso impossibile sfruttarla. C'e' anche un altro ostacolo alla costruzione delle case: in occasione di forti piogge, tutta la zona viene sommersa di acqua. Ci sarebbe pertanto la necessita' di rialzare il livello su cui sorge il villaggio prima di iniziare a lavorare alle fondamenta degli edifici. Anche per questo l'autorizzazione governativa sarebbe stata concessa, ma il solito problema economico impedisce l'attuazione. 'Sti benedetti soldi!
Tra le altre necessita' di questo villaggio ci sarebbero un “Child care centre” per una quarantina di bambini tra i 2 e i 5 anni e un pozzo per l'acqua da uso domestico, che sostituisca i due gia' esistenti, ma con un livello di acqua troppo profondo perche' siano utilizzabili.
Al momento, il villaggio beneficia del supporto di AIB in termini di scolarizzazione di 25 bambini, che, grazie al sostegno della Fondazione, possono ricevere un'istruzione.
Non che non sapessi che qui c'e' l'usanza dei matrimoni combinati, su cui prima o poi apriro' un capitolo mi sa. Non che non sapessi che ancora oggi, nonostante sia vietato dalla legge, la lei di turno, a volte, ha addirittura appena raggiunto l'eta' dello sviluppo (alcune bambine vengono date in spose a soli 12 anni). Ma trovarmi davanti una ragazza di nemmeno 18 anni, con un visino ancora da adolescente, che porta in braccio il figlio di quasi uno...poco i manca che poteva essere mia figlia, lei che, al contrario di me trentenne, e' gia' sposata con prole. Penso a quanta vita le e' stata rubata, di quante opportunita' e' stata privata, di quante responsabilita' e' stata caricata in un'eta' in cui si dovrebbe pensare ad altro. Questa e' una delle “tradizioni” locali che credo non capiro' mai. Se poi ci aggiungo che il lui non ha mai lo stesso svantaggio, nel senso che e' sempre piu' grande, diciamo minimo in eta' ragionevole...che nervi! Non e' giusto!
Piacevolissima sorpresa e' stata veder arrivare il furgoncino del gruppo MELUKOLUPU, che aveva in programma uno spettacolo proprio a Jandarapet S.T. Colony. “E dopo Carosello tutti a nanna!”...con tappa a casa di M. per la cena, che mi ha gentilmente invitata per farmi conoscere la sua famiglia.
Al nostro arrivo, il figlio di 8 anni stava gia' dormendo. Considerando che tutte le mattine si sveglia alle 5:30 e che erano le 21 passate, era piu' che onesto che fosse gia' tra le braccia di Morfeo. Che tenero, pero': aveva dato istruzione di svegliarlo per salutarmi. E in effetti era contento di riaprire gli occhi e trovarmi li', ancora di piu' quando gli ho allungato un paio di caramelle alla frutta. Mi ha fatto un grande sorriso, si e' pappato le caramelle, si e' girato dall'altra parte e, tempo 2 minuti, era gia' di nuovo addormentato. I bambini :D
Per rilassarmi un po' mi sono cullata sulla fantastica sedia a dondolo che hanno appesa in mezzo alla stanza. Ci mancava poco che mi addormentassi anch'io. Troppo bella!!! Sembrava di essere su una barca che oscilla dolcemente sulle onde del mare...effetto culla...“ZzzZzzZZZZzzz”...


Le ballerine di Dande Colony

Le ragazze del Vocational Training

In visita nelle case di Jandarapet S.T. Colony


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