Ora
crollo!
Dire
che e' stata una giornata lunga e impegnativa mi sembra riduttivo.
Sono
le 23 e ho finito da poco di cenare, causa disguido/malinteso per il
cibo. Ho mangiato stile automa, che quasi mi veniva voglia di lasciar
li' e buttarmi sul letto...sonno!!!
La
giornata e' iniziata alle 5, con la sveglia per la canonica
passeggiata mattutina. Forse, in previsione della giornata in giro
per villaggi, potevo saltarla per oggi, ma quando dico che mi piace
camminare all'alba mica lo dico tanto per dire...
Alle
9 ero pronta per mettermi per strada, ma l'invio di un report mi ha
trattenuta alla base per 40 minuti, durante i quali ho girato col
netbook in mano in cerca della connessione Wi-Fi, stile Ghostbuster.
Ad
aspettarmi presso l'ufficio del Coordinatore Area di Vetapalem, il
"padrone di casa" e M. (e chi se no?!?).
Il
programma della giornata prevedeva la visita al villaggio di
Katariwaripalem. Questo centro abitato conta 529 famiglie, per un
totale di circa 1900 abitanti, tutte dedite alla pesca. L'Oceano e' a
meno di un Km di distanza.
Nel
2004 lo tsunami ha lasciato una scia di distruzione anche qui,
abbattendo case e portando via le imbarcazioni dei pescatori. Anche
AIB e' intervenuta in sostegno della ricostruzione di questo
villaggio. Innanzitutto ha supportato l'edificazione di 86
abitazioni. I beneficiari ne vanno assai fieri, perche' sono
strutture solide, che danno loro un senso di protezione e li liberano
dalla paura di rimanere nuovamente senza una casa per colpa di
qualche calamita' naturale. Inoltre, visto che la fonte di
sostentamento principale del villaggio e' la pesca, AIB ha finanziato
l'acquisto di 14 imbarcazioni in sostituzione di quelle andate perse
con il maremoto.
Un'altra
area di intervento e' stata la scolarizzazione, che nella forma
dell'adozione a distanza permette a 113 di andare in scuole con dei
banchi e delle sedie, con un'uniforme addosso, una cartella dove
mettere libri e quaderni e il resto del materiale necessario per le
lezioni, oltre che di ricevere un pasto caldo a mezzogiorno.
Abbiamo
visitato due scuole. La prima, quella di Geeyar Trust, e' un edificio
di 2 piani, con 5 aule, una cucina e una grande stanza dove sono
stati installati alcuni PC. La scuola conta 159 studenti, di cui 22
supportati dal progetto. Di questi ho potuto intervistare T., 12
anni. "Ho
iniziato ad andare a scuola a 5 anni. Mio papa' era pescatore e mia
mamma andava a vendere quanto pescato al mercato. E' andato tutto
abbastanza bene, finche' i miei genitori non hanno deciso di
trasferirsi più' all'interno e cercare un impiego come braccianti
nei campi. La scuola era troppo lontana, perche' potessi continuare a
seguirla, percio' mi sono ritrovata a lavorare con loro. Dopo due
anni siamo tornati qui e grazie al vostro aiuto son potuta tornare
tra i banchi di scuola. Sono cosi' felice di poter studiare! Ora
frequento la classe 5 e da grande vorrei insegnare il Telugu. Mi
impegnero' durante le lezioni e coi compiti a casa per realizzare
questo sogno!".
Abbiamo
poi assistito alla lezione di yoga...da paura quello che riescono a
fare!
La
seconda scuola che abbiamo visitato era una scuola governativa
frequentata da 192 bambini, di cui 42 supportati da AIB attraverso la
fornitura di banchi di scuola e materiale scolastico vario (cartelle,
libri, uniformi), oltre che delle latrine separate per maschi e
femmine e di un pozzo.
Dopo
averci fatto sedere davanti alla schiera di studenti, sotto vento
rispetto all'incenso, il botta e risposta di domande ha portato a
galla il vizietto di alcuni studenti di scappare a casa durante la
ricreazione per recuperare una merendina extra. Non ho potuto fare a
meno di chiedere una foto insieme ai 3 migliori “fuggitivi” della
scuola. Hihihi! Per evitare il ripetersi di questi episodi, la
preside mi chiedeva di finanziare l'innalzamento del muro circostante
la scuola...Secondo me, se vogliono scappare, questi monelli scappano
lo stesso e, tutto sommato, se poi rientrano... :p
Il
tempo e' corso via. Quando abbiamo salutato preside e insegnanti
erano gia' le 17 e dovevamo ancora vedere le barche dei pescatori, la
darsena e incontrare le partecipanti al vocational training di tagli
e cucito dell'anno scorso. Siamo saliti in moto dirigendoci verso
l'Oceano, per approfittare dell'oretta di luce ancora a nostra
disposizione per terminare il giro “esterno”.
Wow!
Quando siamo arrivati sulla spiaggia soffiava il vento del tramonto,
tutto era rosato e il mare era ancora gonfio e potente. Prima di
riprendere il pieno controllo, mi sono lasciata investire da
quest'immensita'. Troppo bella! Troppo intensa! Troppo magica! Certo,
se penso che quella stessa massa d'acqua, anni fa, ha causato tanti
problemi e sofferenza...spero che il mio incubo ricorrente del
maremoto non venga a farmi visita stanotte...onde giganti che si
avvicinano velocissime e io non riesco a correre per cercare di
scappare...paurissima!!! meglio che mi rimetta a pensare a quanto e'
bello il blu profondo del mare, quanto e' buono il suo profumo e
quanto e' piacevole la brezza in una calda giornata di sole...ecco
si', ora va molto meglio :))))
I
pescatori stavano ripiegando le reti. Avevano l'aria stanca di chi ha
lavorato tutta la giornata e non vede l'ora di andare a casa. Piu'
che comprensibile, direi! Penso che la figura del pescatore abbia un
suo fascino, forse per lo sguardo che a volte hanno alcuni di loro,
forse per la pelle segnata dall'acqua, dal sole e dal vento, forse
per il coraggio che hanno di affrontare una realta' cosi' grande e
incontrollabile come il mare aperto.
Gia'
che eravamo li', ci siamo spinti lungo la riva per andare a vedere
anche la darsena. Cammina, cammina, abbiamo preso la scorciatoia
sbagliata che ci ha visto sbarrare la strada da un rigagnolo largo un
paio di metri...quanto bastava per far desistere me e M. (che,
povero, era visivamente provato dalla scarpinata sulla sabbia) dal
proseguire. “Mea
culpa!”
per la mancata visione, ma dalla mia avevo anche l'orario e gli
incontri ancora in programma...
E
di fatti, siamo tornati al villaggio di Katariwaripalem per far
visita alle ragazze del vocational training.
“Mi
chiamo J. e ho 18 anni. L'anno scorso ho partecipato al corso di sartoria organizzato da ASSIST in collaborazione con AIB. Mi
e' servito tantissimo, perche' ora mi permette di lavorare in
proprio, riuscendo a guadagnare anche 300 Rs al giorno. Dipende da
quanti vestiti riesco a cucire. Se considerate che prima, dopo aver
finito la scuola dell'obbligo, ho lavorato per tanti anni nei campi,
racimolando solo 120 Rs per l'intera giornata lavorativa...Ora sono
proprio felice e questo lo devo a voi, che mi avete dato questa
grande opportunita'. Grazie!”
“Io
sono N. e di anni ne ho 20. anch'io ho frequentato l'edizione del
corso 2011 e ho visto la mia vita cambiare totalmente. A dire il
vero, ad AIB dovevo gia' molto anche prima del vocational training,
visto che ho beneficiato del progetto di scolarizzazione, potendo
cosi' ricevere un'istruzione. Finito le scuole superiori, ho trovato
un'occupazione nell'industria del cotone. Il lavoro non mi piaceva,
ma era per me necessario guadagnare di che mantenermi. Poi e'
arrivata questo corso e...mi piace tantissimo il lavoro che mi
permette di fare ora. Mi piace disegnare bozze e realizzare i miei
vestiti. Non so davvero come ringraziare chi ha reso possibile tutto
questo!?!”
“Io
sono P.. Sebbene abbia 25 anni e la regola sia che il corso e' per le
ragazze tra i 18 e i 20 anni, sono riuscita a ottenere un posto da
corsista in quest'edizione del vocational training. Ho dovuto
smettere di studiare appena finita la scuola dell'obbligo per andare
a lavorare nei campi. Nel frattempo mi sono sposata e ho avuto due
figli. Quando ho sentito parlare del vocational training mi sono resa
conto che per me sarebbe stato davvero importante riuscire a
frequentarlo, sia perche' mi piace lavorare con i tessuti e la
macchina da cucire per creare vestiti, sia perche' non veder crescere
i miei figli e non poterli supportare giorno dopo giorno era per me
un peso. Percio' ho chiesto con insistenza al Coordinatore Area di
fare un'eccezione e di permettermi di frequentare il corso.
Fortunatamente, ho avuto questo privilegio e ora sia io che i miei
figli siamo felicissimi. Sono profondamente grata al Coordinatore
Area per avermi lasciato partecipare, ad ASSIST per aver organizzato
il tutto e ad AIB per aver dato il supporto economico, senza il quale
non il progetto sarebbe rimasto solo teorico.”
Era
ormai buio quando abbiamo lasciato il villaggio, per dirigerci a
Lohayapuram, dove il gruppo MELUKOLUPU avrebbe tenuto uno spettacolo
di sensibilizzazione sull'importanza del rispetto delle norme
igienico-sanitarie.
Per
raggiungere il villaggio, abbiamo dovuto lasciare le moto prima di
attraversare i binari e nel mentre che li attraversavamo ho pensato a
quanti film mostrano questi due lunghi pezzi d'acciaio che permettono
a tanta gente di spostarsi da un luogo all'altro. Mi piacciono i
binari!
Lo
spettacolo era quasi giunto al termine, purtroppo, percio' non
abbiamo potuto vedere granche'. Quello che mi ha fatto molto piacere
e' stato vedere l'interesse mostrato dal pubblico presente, gli
sguardi fissi e attenti arricchiti da qualche risata per la comicita'
dello stile usato dai ragazzi in esibizione. Ottimo lavoro,
MELUKOLUPU!
Ovviamente,
non poteva mancare il tour del villaggio con gli infiniti inviti a
entrare in tutte le case per la felicita' dei proprietari, che si
inorgoglivano ogni volta che varcavo la soglia della loro dimora.
Ancora una volta, vedere quanto siano felici di condividere quello
che hanno, per quanto povero e misero possa essere, mi ha fatto
stringere il cuore. Quante volte ci vergogniamo di mostrare chi siamo
e cosa abbiamo per paura che sia troppo poco? Qui rendono bella e
accogliente anche una catapecchia grazie all'amore e all'entusiasmo
con cui te la presentano...1-0 per la loro semplicita'!
| Questo si' che e' yoga! |
| "The best fugitives" |
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