1 feb 2012

1 febbraio 2012


Ora crollo!
Dire che e' stata una giornata lunga e impegnativa mi sembra riduttivo.
Sono le 23 e ho finito da poco di cenare, causa disguido/malinteso per il cibo. Ho mangiato stile automa, che quasi mi veniva voglia di lasciar li' e buttarmi sul letto...sonno!!!
La giornata e' iniziata alle 5, con la sveglia per la canonica passeggiata mattutina. Forse, in previsione della giornata in giro per villaggi, potevo saltarla per oggi, ma quando dico che mi piace camminare all'alba mica lo dico tanto per dire...
Alle 9 ero pronta per mettermi per strada, ma l'invio di un report mi ha trattenuta alla base per 40 minuti, durante i quali ho girato col netbook in mano in cerca della connessione Wi-Fi, stile Ghostbuster.
Ad aspettarmi presso l'ufficio del Coordinatore Area di Vetapalem, il "padrone di casa" e M. (e chi se no?!?).
Il programma della giornata prevedeva la visita al villaggio di Katariwaripalem. Questo centro abitato conta 529 famiglie, per un totale di circa 1900 abitanti, tutte dedite alla pesca. L'Oceano e' a meno di un Km di distanza.
Nel 2004 lo tsunami ha lasciato una scia di distruzione anche qui, abbattendo case e portando via le imbarcazioni dei pescatori. Anche AIB e' intervenuta in sostegno della ricostruzione di questo villaggio. Innanzitutto ha supportato l'edificazione di 86 abitazioni. I beneficiari ne vanno assai fieri, perche' sono strutture solide, che danno loro un senso di protezione e li liberano dalla paura di rimanere nuovamente senza una casa per colpa di qualche calamita' naturale. Inoltre, visto che la fonte di sostentamento principale del villaggio e' la pesca, AIB ha finanziato l'acquisto di 14 imbarcazioni in sostituzione di quelle andate perse con il maremoto.
Un'altra area di intervento e' stata la scolarizzazione, che nella forma dell'adozione a distanza permette a 113 di andare in scuole con dei banchi e delle sedie, con un'uniforme addosso, una cartella dove mettere libri e quaderni e il resto del materiale necessario per le lezioni, oltre che di ricevere un pasto caldo a mezzogiorno.
Abbiamo visitato due scuole. La prima, quella di Geeyar Trust, e' un edificio di 2 piani, con 5 aule, una cucina e una grande stanza dove sono stati installati alcuni PC. La scuola conta 159 studenti, di cui 22 supportati dal progetto. Di questi ho potuto intervistare T., 12 anni. "Ho iniziato ad andare a scuola a 5 anni. Mio papa' era pescatore e mia mamma andava a vendere quanto pescato al mercato. E' andato tutto abbastanza bene, finche' i miei genitori non hanno deciso di trasferirsi più' all'interno e cercare un impiego come braccianti nei campi. La scuola era troppo lontana, perche' potessi continuare a seguirla, percio' mi sono ritrovata a lavorare con loro. Dopo due anni siamo tornati qui e grazie al vostro aiuto son potuta tornare tra i banchi di scuola. Sono cosi' felice di poter studiare! Ora frequento la classe 5 e da grande vorrei insegnare il Telugu. Mi impegnero' durante le lezioni e coi compiti a casa per realizzare questo sogno!".
Abbiamo poi assistito alla lezione di yoga...da paura quello che riescono a fare!
La seconda scuola che abbiamo visitato era una scuola governativa frequentata da 192 bambini, di cui 42 supportati da AIB attraverso la fornitura di banchi di scuola e materiale scolastico vario (cartelle, libri, uniformi), oltre che delle latrine separate per maschi e femmine e di un pozzo.
Dopo averci fatto sedere davanti alla schiera di studenti, sotto vento rispetto all'incenso, il botta e risposta di domande ha portato a galla il vizietto di alcuni studenti di scappare a casa durante la ricreazione per recuperare una merendina extra. Non ho potuto fare a meno di chiedere una foto insieme ai 3 migliori “fuggitivi” della scuola. Hihihi! Per evitare il ripetersi di questi episodi, la preside mi chiedeva di finanziare l'innalzamento del muro circostante la scuola...Secondo me, se vogliono scappare, questi monelli scappano lo stesso e, tutto sommato, se poi rientrano... :p
Il tempo e' corso via. Quando abbiamo salutato preside e insegnanti erano gia' le 17 e dovevamo ancora vedere le barche dei pescatori, la darsena e incontrare le partecipanti al vocational training di tagli e cucito dell'anno scorso. Siamo saliti in moto dirigendoci verso l'Oceano, per approfittare dell'oretta di luce ancora a nostra disposizione per terminare il giro “esterno”.
Wow! Quando siamo arrivati sulla spiaggia soffiava il vento del tramonto, tutto era rosato e il mare era ancora gonfio e potente. Prima di riprendere il pieno controllo, mi sono lasciata investire da quest'immensita'. Troppo bella! Troppo intensa! Troppo magica! Certo, se penso che quella stessa massa d'acqua, anni fa, ha causato tanti problemi e sofferenza...spero che il mio incubo ricorrente del maremoto non venga a farmi visita stanotte...onde giganti che si avvicinano velocissime e io non riesco a correre per cercare di scappare...paurissima!!! meglio che mi rimetta a pensare a quanto e' bello il blu profondo del mare, quanto e' buono il suo profumo e quanto e' piacevole la brezza in una calda giornata di sole...ecco si', ora va molto meglio :))))
I pescatori stavano ripiegando le reti. Avevano l'aria stanca di chi ha lavorato tutta la giornata e non vede l'ora di andare a casa. Piu' che comprensibile, direi! Penso che la figura del pescatore abbia un suo fascino, forse per lo sguardo che a volte hanno alcuni di loro, forse per la pelle segnata dall'acqua, dal sole e dal vento, forse per il coraggio che hanno di affrontare una realta' cosi' grande e incontrollabile come il mare aperto.
Gia' che eravamo li', ci siamo spinti lungo la riva per andare a vedere anche la darsena. Cammina, cammina, abbiamo preso la scorciatoia sbagliata che ci ha visto sbarrare la strada da un rigagnolo largo un paio di metri...quanto bastava per far desistere me e M. (che, povero, era visivamente provato dalla scarpinata sulla sabbia) dal proseguire. “Mea culpa!” per la mancata visione, ma dalla mia avevo anche l'orario e gli incontri ancora in programma...
E di fatti, siamo tornati al villaggio di Katariwaripalem per far visita alle ragazze del vocational training.
Mi chiamo J. e ho 18 anni. L'anno scorso ho partecipato al corso di sartoria organizzato da ASSIST in collaborazione con AIB. Mi e' servito tantissimo, perche' ora mi permette di lavorare in proprio, riuscendo a guadagnare anche 300 Rs al giorno. Dipende da quanti vestiti riesco a cucire. Se considerate che prima, dopo aver finito la scuola dell'obbligo, ho lavorato per tanti anni nei campi, racimolando solo 120 Rs per l'intera giornata lavorativa...Ora sono proprio felice e questo lo devo a voi, che mi avete dato questa grande opportunita'. Grazie!”
Io sono N. e di anni ne ho 20. anch'io ho frequentato l'edizione del corso 2011 e ho visto la mia vita cambiare totalmente. A dire il vero, ad AIB dovevo gia' molto anche prima del vocational training, visto che ho beneficiato del progetto di scolarizzazione, potendo cosi' ricevere un'istruzione. Finito le scuole superiori, ho trovato un'occupazione nell'industria del cotone. Il lavoro non mi piaceva, ma era per me necessario guadagnare di che mantenermi. Poi e' arrivata questo corso e...mi piace tantissimo il lavoro che mi permette di fare ora. Mi piace disegnare bozze e realizzare i miei vestiti. Non so davvero come ringraziare chi ha reso possibile tutto questo!?!”
Io sono P.. Sebbene abbia 25 anni e la regola sia che il corso e' per le ragazze tra i 18 e i 20 anni, sono riuscita a ottenere un posto da corsista in quest'edizione del vocational training. Ho dovuto smettere di studiare appena finita la scuola dell'obbligo per andare a lavorare nei campi. Nel frattempo mi sono sposata e ho avuto due figli. Quando ho sentito parlare del vocational training mi sono resa conto che per me sarebbe stato davvero importante riuscire a frequentarlo, sia perche' mi piace lavorare con i tessuti e la macchina da cucire per creare vestiti, sia perche' non veder crescere i miei figli e non poterli supportare giorno dopo giorno era per me un peso. Percio' ho chiesto con insistenza al Coordinatore Area di fare un'eccezione e di permettermi di frequentare il corso. Fortunatamente, ho avuto questo privilegio e ora sia io che i miei figli siamo felicissimi. Sono profondamente grata al Coordinatore Area per avermi lasciato partecipare, ad ASSIST per aver organizzato il tutto e ad AIB per aver dato il supporto economico, senza il quale non il progetto sarebbe rimasto solo teorico.”
Era ormai buio quando abbiamo lasciato il villaggio, per dirigerci a Lohayapuram, dove il gruppo MELUKOLUPU avrebbe tenuto uno spettacolo di sensibilizzazione sull'importanza del rispetto delle norme igienico-sanitarie.
Per raggiungere il villaggio, abbiamo dovuto lasciare le moto prima di attraversare i binari e nel mentre che li attraversavamo ho pensato a quanti film mostrano questi due lunghi pezzi d'acciaio che permettono a tanta gente di spostarsi da un luogo all'altro. Mi piacciono i binari!
Lo spettacolo era quasi giunto al termine, purtroppo, percio' non abbiamo potuto vedere granche'. Quello che mi ha fatto molto piacere e' stato vedere l'interesse mostrato dal pubblico presente, gli sguardi fissi e attenti arricchiti da qualche risata per la comicita' dello stile usato dai ragazzi in esibizione. Ottimo lavoro, MELUKOLUPU!
Ovviamente, non poteva mancare il tour del villaggio con gli infiniti inviti a entrare in tutte le case per la felicita' dei proprietari, che si inorgoglivano ogni volta che varcavo la soglia della loro dimora. Ancora una volta, vedere quanto siano felici di condividere quello che hanno, per quanto povero e misero possa essere, mi ha fatto stringere il cuore. Quante volte ci vergogniamo di mostrare chi siamo e cosa abbiamo per paura che sia troppo poco? Qui rendono bella e accogliente anche una catapecchia grazie all'amore e all'entusiasmo con cui te la presentano...1-0 per la loro semplicita'!


Questo si' che e' yoga!

"The best fugitives"

"El marinero"

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