Tra
gli insettini fastidiosi e il caldo per il malfunzionamento del
ventilatore, la notte e' andata in bianco. Olle'!
Durante
la passeggiata mattutina, mi son fatta una bella chiacchierata con
R.R.. E' proprio una persona piacevole!
Complice
il fatto che, camminando, abbiamo trovato montagne di pietre
accatastaste sul ciglio della strada, mi ha anticipato qualcosina
sull'ardesia, sul suo iter dalle cave alle case di tutto il mondo e
su come il materiale di scarto venga invece utilizzato per innalzare
i muretti intorno alle proprieta'.
Mi
raccontava anche che, come a Bollapalli, anche qui il gruppo
rivoluzionario dei Naxal rende la zona occidentale dell'area di
Markapur non propriamente sicura. “Non
ci sono problemi da queste parti. Niente paura!”.
Se lo dice lui...
Alle
9:30 A. e sottoscritta siamo saltati sulle moto e ci siamo diretti
alle cave. Ragazzi, fanno impressione! Alcune, aperte 100 e piu' anni
fa, sono gigantesche e ancora offrono la possibilita' di sfruttarle:
si fa esplodere un po' di dinamite per aprire nuovi varchi, poi,
armati di bastone, si vanno a cercare le “preziose” pietre.
Inutile
dire che le misura di sicurezza sono inesistenti, visto che si lavora
a mani nude, con gli infradito o i sandali ai piedi e il caschetto
non si sa nemmeno che cosa sia. Se penso che fino a non molti anni fa
(una decina) anche i bambini venivano impiegati in queste fornaci
naturali...Al loro posto, ora, vengono impiegate le donne, che, come
i bambini, hanno un costo per mano d'opera inferiore a quello degli
uomini.
L'azione
di sensibilizzazione di alcune Organizzazioni no profit nei confronti
del Governo locale ha portato all'introduzione di macchinari per il
sollevamento delle pietre, cosi' che ora non ci sono piu' catene
umane, che si passano di mano in mano ceste cariche di pietre,
attivita' che provocava parecchi incidenti anche gravi.
Certo,
se poi si guarda lo stato dei macchinari e dove questi vengono
piazzati (sull'orlo del precipizio, senza alcun contrappeso di tutto
rispetto), si puo' facilmente immaginare che, sebbene il numero di
lavoratori per cava sia diminuito drasticamente (da 20/30 a 6/7), lo
stesso non si puo' dire della percentuale di infortuni sul lavoro.
Speriamo sia solo questione di tempo!
L'orario
di lavoro va dalle 6 alle 14, perche' dopo il caldo diventa
insopportabile. Per me e A. gia' alle 10 era quasi proibitivo. La
polvere, il riverbero dei raggi del sole sulle pietre. Da togliere il
respiro. Povera gente!
Tutte
le cave della zona sono di proprieta' del Governo, che le da' in
concessione a privati per l'estrazione dell'ardesia. Non mi e' stato
detto a quanto ammontino gli importi dovuti allo Stato ne' quanto
costi il trasporto, so solo che per ogni camion carico il gestore
della cava paga circa 4/5000 Rs, in cui sono compresi i salari dei 7
malcapitati e il diesel per far funzionare i macchinari. Lo stesso
carico, rivenduto al mercato gli frutta 20/25000 Rs. Mah!
La
seconda tappa e' stato il villaggio di Rayavaram, dove vivono piu' di
1200 famiglie, per un “latrines tour”: nel 2011 sono state
infatti costruite 35 nuove latrine (che si aggiungono ad altrettante
fornite nel 2010), grazie al progetto “Water & Sanitation” di
AIB.
Al
di la' del solito imbarazzo ogni volta che abbiamo bussato a una
porta per farci mostrare la latrina domestica, devo dire che mi piace
vedere come un “bene” del genere, che in Occidente diamo
assolutamente per scontato, qui possa fare la differenza nelle vite
delle persone. Alcuni sono estremamente orgogliosi di avere una
latrina familiare a loro disposizione. Che storia!
Causa
sciopero dei lavoratori statali, abbiamo dovuto cancellare dal
programma della giornata la visita alle fabbriche di ardesia,
pertanto siamo rientrati al Centro per mangiare con S. e M., che erano rimaste a scuola coi bambini.
Non
c'e' che dire: qui si mangia decisamente bene! Peccato solo che mi
tocca stare a dieta...mannaggia!!!
Come
promesso ieri ai bimbi, nel pomeriggio siamo andati a giocare con
loro. Ci siamo dati al cricket, per somma gioia dei maschietti, che
ci incitavano, applaudivano e incoraggiavano esultanti. Facevamo
pena, ma ai loro occhi eravamo quasi degli eroi. Evvai con l'ego alle
stelle!!!
Siamo
tornati in camera esausti, ma super allegri e contagiati
dall'entusiasmo dei bimbi. Ad attendere S. e sottoscritta il bagno
allagato e la prospettiva di una doccia in equilibrio sulla
turca...Gondal docet!
In
serata ci siamo dilettati con giochi di prestigio con le carte e le
immancabili risate da mal di pancia. Proprio una bella compagnia :)
| Una cava di ardesia |
| La squadra di kho-kho... |
| ...e quella di cricket |
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