28 feb 2012

28 febbraio 2012


Tra gli insettini fastidiosi e il caldo per il malfunzionamento del ventilatore, la notte e' andata in bianco. Olle'!
Durante la passeggiata mattutina, mi son fatta una bella chiacchierata con R.R.. E' proprio una persona piacevole!
Complice il fatto che, camminando, abbiamo trovato montagne di pietre accatastaste sul ciglio della strada, mi ha anticipato qualcosina sull'ardesia, sul suo iter dalle cave alle case di tutto il mondo e su come il materiale di scarto venga invece utilizzato per innalzare i muretti intorno alle proprieta'.
Mi raccontava anche che, come a Bollapalli, anche qui il gruppo rivoluzionario dei Naxal rende la zona occidentale dell'area di Markapur non propriamente sicura. “Non ci sono problemi da queste parti. Niente paura!”. Se lo dice lui...
Alle 9:30 A. e sottoscritta siamo saltati sulle moto e ci siamo diretti alle cave. Ragazzi, fanno impressione! Alcune, aperte 100 e piu' anni fa, sono gigantesche e ancora offrono la possibilita' di sfruttarle: si fa esplodere un po' di dinamite per aprire nuovi varchi, poi, armati di bastone, si vanno a cercare le “preziose” pietre.
Inutile dire che le misura di sicurezza sono inesistenti, visto che si lavora a mani nude, con gli infradito o i sandali ai piedi e il caschetto non si sa nemmeno che cosa sia. Se penso che fino a non molti anni fa (una decina) anche i bambini venivano impiegati in queste fornaci naturali...Al loro posto, ora, vengono impiegate le donne, che, come i bambini, hanno un costo per mano d'opera inferiore a quello degli uomini.
L'azione di sensibilizzazione di alcune Organizzazioni no profit nei confronti del Governo locale ha portato all'introduzione di macchinari per il sollevamento delle pietre, cosi' che ora non ci sono piu' catene umane, che si passano di mano in mano ceste cariche di pietre, attivita' che provocava parecchi incidenti anche gravi.
Certo, se poi si guarda lo stato dei macchinari e dove questi vengono piazzati (sull'orlo del precipizio, senza alcun contrappeso di tutto rispetto), si puo' facilmente immaginare che, sebbene il numero di lavoratori per cava sia diminuito drasticamente (da 20/30 a 6/7), lo stesso non si puo' dire della percentuale di infortuni sul lavoro. Speriamo sia solo questione di tempo!
L'orario di lavoro va dalle 6 alle 14, perche' dopo il caldo diventa insopportabile. Per me e A. gia' alle 10 era quasi proibitivo. La polvere, il riverbero dei raggi del sole sulle pietre. Da togliere il respiro. Povera gente!
Tutte le cave della zona sono di proprieta' del Governo, che le da' in concessione a privati per l'estrazione dell'ardesia. Non mi e' stato detto a quanto ammontino gli importi dovuti allo Stato ne' quanto costi il trasporto, so solo che per ogni camion carico il gestore della cava paga circa 4/5000 Rs, in cui sono compresi i salari dei 7 malcapitati e il diesel per far funzionare i macchinari. Lo stesso carico, rivenduto al mercato gli frutta 20/25000 Rs. Mah!
La seconda tappa e' stato il villaggio di Rayavaram, dove vivono piu' di 1200 famiglie, per un “latrines tour”: nel 2011 sono state infatti costruite 35 nuove latrine (che si aggiungono ad altrettante fornite nel 2010), grazie al progetto “Water & Sanitation” di AIB.
Al di la' del solito imbarazzo ogni volta che abbiamo bussato a una porta per farci mostrare la latrina domestica, devo dire che mi piace vedere come un “bene” del genere, che in Occidente diamo assolutamente per scontato, qui possa fare la differenza nelle vite delle persone. Alcuni sono estremamente orgogliosi di avere una latrina familiare a loro disposizione. Che storia!
Causa sciopero dei lavoratori statali, abbiamo dovuto cancellare dal programma della giornata la visita alle fabbriche di ardesia, pertanto siamo rientrati al Centro per mangiare con S. e M., che erano rimaste a scuola coi bambini.
Non c'e' che dire: qui si mangia decisamente bene! Peccato solo che mi tocca stare a dieta...mannaggia!!!
Come promesso ieri ai bimbi, nel pomeriggio siamo andati a giocare con loro. Ci siamo dati al cricket, per somma gioia dei maschietti, che ci incitavano, applaudivano e incoraggiavano esultanti. Facevamo pena, ma ai loro occhi eravamo quasi degli eroi. Evvai con l'ego alle stelle!!!
Siamo tornati in camera esausti, ma super allegri e contagiati dall'entusiasmo dei bimbi. Ad attendere S. e sottoscritta il bagno allagato e la prospettiva di una doccia in equilibrio sulla turca...Gondal docet!
In serata ci siamo dilettati con giochi di prestigio con le carte e le immancabili risate da mal di pancia. Proprio una bella compagnia :)


Una cava di ardesia


La squadra di kho-kho...

...e quella di cricket

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