Dopo
3 mesi e mezzo che sono qui e non so quante volte che ci sono passata
davanti, stamattina sono andata con il resto della ciurma europea a
visitare il tempio induista qui vicino.
Non
c'era nessuno, se non quelli dello “staff” che vive li'. Detto
cosi' suonera' male, ma e' la stessa auto-definizione della
gentilissima guida del nostro tour.
Abbiamo
suonato campane ognuna caratterizzata da un “Dong” differente
(una era simile all'“Ohm”).
Abbiamo respirato l'incenso. Ci siamo fatti disegnare il terzo occhio
e coprire il capo di petali di fiori. Abbiamo bevuto (in realta' per
finta, perche' abbiamo scoperto dopo che non era acqua, bensi' latte
di cocco) e mangiato (una manciatina di pezzetti banane e chicchi di
zucchero). Ci siamo fatti mettere una specie di copricapo metallico
sulla testa. In poche parole: abbiamo fatto il percorso del buon
induista in visita al tempio per pregare. Con tanto di mancia/offerta
e foto di gruppo. Peccato solo non aver capito esattamente il senso
di ogni gesto compiuto...
Il
rientro al Centro ASSIST, sotto il sole di mezzogiorno, e' stato
duretto, per quanto la distanza sia meno di un Km...caldoooooooo!!!
Ho
approfittato dell'oretta prima di pranzo per preparare la sacca per
domani. Che bello: una settimana in visita a Markapur! Con me
verranno anche S., M.&A.. Ci sta che si aggreghino per vedere
anche loro com'e' la realta' nei villaggi. Non so quanto staremo
insieme, perche' io avro' da fare con R.R., il coordinatore area, ma
so che loro sono contenti di venire e magari un modo per girare anche
un po' insieme lo troveremo. Intanto penso a fare quello che devo
fare. Il resto, in caso, verra' sicuramente da se'!
Come
spesso mi capita di domenica all'ora di pranzo, mi son messa a
pensare a cosa avremmo potuto fare noi volontari, nel pomeriggio, per
non rinchiuderci nelle nostre stanze. La prima idea che mi e' venuta
in mente, nonche' la piu' banale, e' stata provare a sentire se V.
era a Guntur per avere la scusa per una gita fuori porta. Nella mia
testa c'era ancora il ricordo di domenica scorsa, quando siamo andati
a prenderla con M. a casa sua a Thubadu. Il resto del gruppo era
prevedibilmente d'accordo con la proposta...direi quasi entusiasta...
V.
e' sempre cosi' carina che, pur di farci andare comodi, si e' messa a
chiamare tutti gli autisti di sua conoscenza per farci andare in
macchina. Noi eravamo piu' che felici e contenti di prendere anche il
bus. Anche quella e' un'esperienza che prima o poi va fatta :). E
cosi', alla fine e' andata: affidandosi alla mia esperienza di
veterana e con un paio di indicazioni da V., ci siamo avviati alla
fermata del bus lungo la strada principale. Al primo che si e'
fermato abbiamo chiesto se si fermasse a Guntur. Per nostra somma
gioia c'e' andata bene alla prima: la risposta e' stata affermativa.
Tenetevi forte, che si va come sulle montagne russe! Olle'!!!
L'appuntamento
con V. era nello stesso incrocio dove gia' con R. (la canadese) ci
eravamo trovate il giorno di Natale. Con i nomi faccio pena, ma per
mia fortuna, generalmente, ho un buon senso dell'orientamento e una
buona memoria visiva...siamo scesi alla fermata giusta e pochi minuti
dopo V. ci ha raggiunti. Ammetto di aver tirato un sospiro di
sollievo, visto che avevo in affidamento 3 poveri cristiani...
Essendo
in citta', ne abbiamo approfittato per fare delle compere (come sono
contenta della mia nuova maglietta
“Supercalifragilistichespiralidoso”, eheh!!!), con il risultato,
pero', che abbiamo fatto un po' tardi. V. e' proprio una santa!
E
ora...goodnight & sweet dreams :)
Nessun commento:
Posta un commento