25 feb 2012

25 febbraio 2012


Oggi e' stata una di quelle giornate iniziate non benissimo, ma terminate alla grande :)
L'ufficio era semi deserto e il lavoro da fare, in particolare per noi occidentali, praticamente nullo.
Per smuovere un po' il torpore della mattinata mi sono fatta accompagnare dalle due “altro che Charlie's Angels” dal sarto per uomo, per vedere se si prestava a cucirmi i pantaloni usando i miei come modello. Macche'! Li ha guardati, li ha rigirati piu' volte tra le mani e poi mi fa “prova da Uha! E' il negozio di sartorie per le donne”.
Tralascio i commenti sulle indicazioni stradali per raggiungere “Uha tailor” che e' meglio...Avremo camminato mezz'ora e ogni tot chiedevamo ulteriori indicazioni, che pero' sembravano portarci sempre piu' lontane dalla destinazione dataci dal sarto.
Alla fine, tra il caldo e lo scoramento, abbiamo desistito e fatto ritorno in ufficio. Che beffa!
Diciamo che nel rientrare il mio nervosismo ha iniziato a farsi sentire. Ogni tanto mi sta stretto questo non riuscire a capirsi con le persone. E' vero che parliamo lingue diverse, ma, santo cielo, perche' rispondere a caso se non si conosce la risposta corretta? Non e' meglio dire semplicemente “Mi dispiace, non lo so” ed evitare perdite di tempo ed energie inutili? Che modo cretino di non offendere il prossimo che hanno certi individui qui...
In ufficio ho domandato anche ai colleghi se avessero idea di chi fosse “Uha tailor”. “Yes!”. Anche qui, meglio evitare commenti sulla spiegazione di come arrivare al negozio...
...Il mio nervosismo...e frustrazione...in netto aumento. Si salvi chi puo'!
15 minuti di musica sdraiata sul letto dopo pranzo non sono stati sufficienti per placare il mio malumore. La situazione sembrava proprio destinata a degenerare. Lo so, suona stupido, ma sono mesi che sto dietro a 'sta storia dei pantaloni e...prima mi arriva il suggerimento sbagliato sul dove e che tipo di materiale comprare. Poi nessun sarto di professione vuole cucirmi i pantaloni. Quando trovo la persona che puo' farlo, anziche' seguire le indicazioni per le correzioni, fa di testa sua e combina un mezzo disastro...Nel frattempo, anche il secondo paio di pantaloni, arrivati dall'Italia, rischia di finire in archivio...“No fair at all”!!!
Come promesso a due colleghi, verso le 14:30, gli europei si sono presentati nella classe del vocational training per scattare delle foto da usare in qualche report e nel sito. Insegnati e apprendiste sarte erano manco a dirlo super felici di questa nostra intrusione fotografica...Tra gli uni e le altre, non so quante foto ci han fatto scattare...
Con me avevo la stoffa e i pantaloni-modello da portare a “Uha tailor”, percio', finito con il set fotografico, ho richiesto informazioni sulla strada a K. e D. (i due colleghi che ci avevano chiesto il favore), che erano li' con noi. Probabilmente mossi a pieta', alla fine hanno deciso di accompagnarci fino al negozio. Grazie, non osavo chiederlo, ma era la soluzione migliore!
Uha era a pranzo. Nell'attesa davanti alla vetrina del negozietto, un tizio completamente ubriaco si avvicina ad A. e gli stringe la mano. K., che era in moto, non appena vista la situazione, e' sceso dalla moto e, mentre cercava di tirare giu' il cavalletto e reggere la moto con una mano, con l'altra ha afferrato lo sconosciuto, lo ha letteralmente tirato via da A. e lo ha accompagnato lontano da noi, fino a che questo si e' seduto a terra e non ne ha voluto sapere di continuare a camminare. E' incredibile come intervengano immediatamente a proteggerci da qualsiasi tipo di contatto considerato inopportuno. Tempo di reazione: 2 nano sec!
Spiegare a “Uha tailor” come copiare i pantaloni portatigli a modello per cucirmene di nuovi e' stata un'impresa non da poco e, devo dire, l'intervento di D. non ha facilitato la cosa. Scopriro' se Uha ha davvero capito solo al mio ritorno da Markapur. Intanto...M. (la francese) preghera' che il sarto non modifichi anche i pantaloni che mi ha prestato come modello per farmene fare un paio uguale...sperem!
Ho scoperto poi che, mentre mi disperavo con Uha tentando di fargli capire come fare i pantaloni, il nostro amico “sono stra ciucco” ha fatto proposte indecenti a S. e a M. per 20 misere rupie...Spilorcio!
La svolta positiva della giornata e' stata durante la cena. Un po' delusi per il menu (“fried rice” anche oggi), all'inizio a tavola eravamo tutti silenziosi. Poi, non so come, dove, quando o perche', abbiamo iniziato a ridere cosi' tanto e cosi' di gusto che alla fine il pensiero di quanto fino a poco prima ci rendeva silenziosi e non particolarmente felici si e' trasformato in motivo di ilarita' contagiosa. Il nostro sabato sera, stava iniziando a prendere una bella piega. Olle'!
A continuazione della serata, tanta bella musica (ho scoperto alcuni gruppi nuovi, grazie ai francesi, che mi piacciono un sacco!!!) e chiacchiere e risate a volonta'!
Anche questa e' India! :)



Nessun commento:

Posta un commento