Oggi
e' stata una di quelle giornate iniziate non benissimo, ma terminate
alla grande :)
L'ufficio
era semi deserto e il lavoro da fare, in particolare per noi
occidentali, praticamente nullo.
Per
smuovere un po' il torpore della mattinata mi sono fatta accompagnare
dalle due “altro che Charlie's Angels” dal sarto per uomo, per
vedere se si prestava a cucirmi i pantaloni usando i miei come
modello. Macche'! Li ha guardati, li ha rigirati piu' volte tra le
mani e poi mi fa “prova
da Uha! E' il negozio di sartorie per le donne”.
Tralascio
i commenti sulle indicazioni stradali per raggiungere “Uha tailor”
che e' meglio...Avremo camminato mezz'ora e ogni tot chiedevamo
ulteriori indicazioni, che pero' sembravano portarci sempre piu'
lontane dalla destinazione dataci dal sarto.
Alla
fine, tra il caldo e lo scoramento, abbiamo desistito e fatto ritorno
in ufficio. Che beffa!
Diciamo
che nel rientrare il mio nervosismo ha iniziato a farsi sentire. Ogni
tanto mi sta stretto questo non riuscire a capirsi con le persone. E'
vero che parliamo lingue diverse, ma, santo cielo, perche' rispondere
a caso se non si conosce la risposta corretta? Non e' meglio dire
semplicemente “Mi
dispiace, non lo so”
ed evitare perdite di tempo ed energie inutili? Che modo cretino di
non offendere il prossimo che hanno certi individui qui...
In
ufficio ho domandato anche ai colleghi se avessero idea di chi fosse
“Uha tailor”. “Yes!”. Anche qui, meglio evitare commenti
sulla spiegazione di come arrivare al negozio...
...Il
mio nervosismo...e frustrazione...in netto aumento. Si salvi chi
puo'!
15
minuti di musica sdraiata sul letto dopo pranzo non sono stati
sufficienti per placare il mio malumore. La situazione sembrava
proprio destinata a degenerare. Lo so, suona stupido, ma sono mesi
che sto dietro a 'sta storia dei pantaloni e...prima mi arriva il
suggerimento sbagliato sul dove e che tipo di materiale comprare. Poi
nessun sarto di professione vuole cucirmi i pantaloni. Quando trovo
la persona che puo' farlo, anziche' seguire le indicazioni per le
correzioni, fa di testa sua e combina un mezzo disastro...Nel
frattempo, anche il secondo paio di pantaloni, arrivati dall'Italia,
rischia di finire in archivio...“No fair at all”!!!
Come
promesso a due colleghi, verso le 14:30, gli europei si sono
presentati nella classe del vocational training per scattare delle
foto da usare in qualche report e nel sito. Insegnati e apprendiste
sarte erano manco a dirlo super felici di questa nostra intrusione
fotografica...Tra gli uni e le altre, non so quante foto ci han fatto
scattare...
Con
me avevo la stoffa e i pantaloni-modello da portare a “Uha tailor”,
percio', finito con il set fotografico, ho richiesto informazioni
sulla strada a K. e D. (i due colleghi che ci avevano chiesto il
favore), che erano li' con noi. Probabilmente mossi a pieta', alla
fine hanno deciso di accompagnarci fino al negozio. Grazie, non osavo
chiederlo, ma era la soluzione migliore!
Uha
era a pranzo. Nell'attesa davanti alla vetrina del negozietto, un
tizio completamente ubriaco si avvicina ad A. e gli stringe la mano.
K., che era in moto, non appena vista la situazione, e' sceso dalla
moto e, mentre cercava di tirare giu' il cavalletto e reggere la moto
con una mano, con l'altra ha afferrato lo sconosciuto, lo ha
letteralmente tirato via da A. e lo ha accompagnato lontano da noi,
fino a che questo si e' seduto a terra e non ne ha voluto sapere di
continuare a camminare. E' incredibile come intervengano
immediatamente a proteggerci da qualsiasi tipo di contatto
considerato inopportuno. Tempo di reazione: 2 nano sec!
Spiegare
a “Uha tailor” come copiare i pantaloni portatigli a modello per
cucirmene di nuovi e' stata un'impresa non da poco e, devo dire,
l'intervento di D. non ha facilitato la cosa. Scopriro' se Uha ha
davvero capito solo al mio ritorno da Markapur. Intanto...M. (la
francese) preghera' che il sarto non modifichi anche i pantaloni che
mi ha prestato come modello per farmene fare un paio uguale...sperem!
Ho
scoperto poi che, mentre mi disperavo con Uha tentando di fargli
capire come fare i pantaloni, il nostro amico “sono stra ciucco”
ha fatto proposte indecenti a S. e a M. per 20 misere
rupie...Spilorcio!
La
svolta positiva della giornata e' stata durante la cena. Un po'
delusi per il menu (“fried rice” anche oggi), all'inizio a tavola
eravamo tutti silenziosi. Poi, non so come, dove, quando o perche',
abbiamo iniziato a ridere cosi' tanto e cosi' di gusto che alla fine
il pensiero di quanto fino a poco prima ci rendeva silenziosi e non
particolarmente felici si e' trasformato in motivo di ilarita'
contagiosa. Il nostro sabato sera, stava iniziando a prendere una
bella piega. Olle'!
A
continuazione della serata, tanta bella musica (ho scoperto alcuni
gruppi nuovi, grazie ai francesi, che mi piacciono un sacco!!!) e
chiacchiere e risate a volonta'!
Anche
questa e' India! :)
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